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Brossura. Condition: new. Lucca, 2019; br., pp. 298, cm 15x21. È questa un'indagine multidisciplinare sulla natura del male politico, sui modi concreti in cui esso si è manifestato e sulle origini delle pratiche che l'hanno reso sempre più crudele. Attraverso la violenza, la politica assegna determinati valori alla vita e alla morte, decidendo quale funzione assegnare al corpo del nemico suppliziato, violentato, imprigionato, da uccidere, ucciso e da far svanire. Un'antologia dei dolori del mondo prodotti da una politica che mortifica la vita e finanche la morte. È dunque, questo, un lavoro che, smontando la tesi della "belva umana", secondo la quale lo stato di natura degli esseri umani è violento, spiega che la violenza politica è frutto di atti consapevoli e di utilità programmata per il dominio totale sulle persone. Questo per stimolare il lettore e proiettarlo nella difesa ad oltranza dei diritti umani, dinanzi a qualsiasi politica che si fa criminale, per riconoscersi in valori positivi che devono essere comuni a tutta l'umanità. Libro.
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Brossura. Condition: new. Lucca, 2021; br., pp. 262, cm 15x21. Un saggio che affronta l'infinito sgranarsi dei dolori delle donne, da sempre relegate in un soffocante spazio simbolico: un simbolico che ha permesso un terribile reale. Se già in tempo di pace la considerazione della donna come essere umano autonomo, indipendente e uguale al maschio fa fatica a emergere e realizzarsi, figuriamoci in tempo di contese politiche. Partendo da una disamina su quali e cosa sono in generale le prepotenze sulle donne, l'autore ricerca i significati di queste violenze in politica. È un lavoro, quindi, che porta fuori dall'ombra i tormenti di chi la luce è stata tolta, per rischiararli e ricostruire spiegazioni che fanno comprendere che non sono "bestialità naturali", ma brutalità razionali che assolvono funzioni precise: non violenze sessuali, dunque, ma violenze sessualizzate. Nella storia delle donne ogni volta che si pensa di aver raggiunto il fondo, arriva sempre qualcosa che fa ricredere, comprendendo che il fondo proprio non c'è. Libro.
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Brossura. Condition: new. Lucca, 2020; br., pp. 220, ill., cm 14x21. Nella storia i campi di concentramento sono serviti per demolire ciò che doveva essere, per convertire le volontà, per annichilire l'essere umano nel corpo e nella personalità. Insomma, si è trattato Ğdi costruire un'umanità riunificata e purificata, non antagonistağ. In questo modo, Ğda una logica di lotta politica si scivola presto verso una logica di esclusione, quindi verso una ideologia dell'eliminazione e [.] dello sterminio di tutti gli elementi impuriğ, oppure della loro rieducazione e del loro controllo. I campi per civili (di internamento, di concentramento, di sterminio) sono un prodotto della politica che si fa totalitaria, dispotica, violenta, padrona, manifestando la volontà di dominare la storia, per accelerarla, deviarla, modificarla, indirizzarla. Sono politica oscena, che cerca il trionfo anche nella carne e nel sangue. Sono il paradigma biopolitico della modernità. Infatti, è con la modernità che la violenza politica si esprime in forme sempre più degradanti dell'essere umano in quanto tale. Questo saggio affronta il tema della politica dell'esclusione dove il corpo dell'individuo, del nemico, diventa la posta in gioco delle strategie politiche. Libro.
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Brossura. Condition: new. Lucca, 2025; br., pp. 238, ill., cm 15x21. Il regime fascista italiano è stato un progetto totalitario nell'ideologia e nelle forme, un governo che ha cercato di far coincidere i confini geografici, compreso quelli conquistati, con quelli politici e razziali. Un progetto totalitario, dunque, fondato sulla comunità di destino, un destino a cui nessun cittadino doveva sottrarsi e fondato sul legame mistico del Duce col suo popolo e forzatamente viceversa. Volontà del regime fu pertanto non la costruzione del cittadino-fascista, ma del fascista-cittadino. In quest'ottica creò una radicale identità di gruppo, dividendo il mondo in "noi" e "voi". Un "noi" esclusivo, attraente e respingente che permise di decidere non solo chi poteva vivere e chi poteva morire, ma anche come doveva vivere e a quali condizioni. Da qui la logica della repressione per chi "non voleva essere come noi". Da qui la logica dell'esclusione in regime di extra moenia per chi "non era come noi o non poteva essere come noi". In un contesto di controllo e repressione, la pratica del confino di polizia, divenne così il continuum istituzionale dell'intimidazione violenta attuata originariamente dallo squadrismo con l'etica del manganello. Libro.
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Brossura. Condition: new. Lucca, 2024; br., pp. 183, cm 15x21. Nelle attuali condizioni internazionali, con venti di guerra che spirano da ogni dove, parlare di pace, per conoscerla, apprezzarla e concretizzarla, diventa urgente. Conosciamo cos'è la guerra, sappiamo anche definirla, ma non sappiamo dare un significato autonomo della pace, qualificandola spesso semplicemente come "assenza di guerra". Di conseguenza ogni ragionamento sulla pace presuppone il discorso sulla guerra, svuotando la pace della sua autonomia concettuale. Quello della pace come volersi bene è mito sviante, perché potrebbe bastare il "non odiarsi" per avvicinarsi ad essa. Il "voler bene" depotenzia storicamente e concettualmente la pace, perché il conflitto esiste, è sempre in agguato, è parte quotidiana delle relazioni umane e interstatali. È da questo che bisogna iniziare il discorso sulla pace, senza stereotipi devianti, "stando" nei conflitti, dunque affrontarli e risolverli. Generalizzando, il concetto di pace ha assunto due declinazioni: pace individuale, intesa come stato di benessere interiore, spirituale e psicologico, raggiunto dalla persona; pace sociale e politica, intesa come assenza di conflitto nella società e tra gli Stati. Libro.
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Brossura. Condition: new. Lucca, 2023; br., pp. 344, cm 15x22. C'è un filo logico che collega la pena capitale a uno sterminio: entrambi sono una decretazione di morte inclusa in una volontà politica: la prima individuale, la seconda in massa. Per spiegare la morte come progetto politico l'autore ha risposto con un approccio multidisciplinare a delle semplici domande: cos'è? Perché? Chi la fa? A chi? Con chi? Dove? Quando? In quale contesto? Con quali conseguenze? Prendendo poi le mosse dal costrutto della ĞBanalità del maleğ di Arendt, l'autore ha elaborato un nuovo punto di vista sugli esecutori, che proprio banali non sono. Non si è trattato di ribaltare completamente il pensiero di Hannah Arendt, ma di aggiungere un'aggravante ai loro comportamenti. Per questo l'autore preferisce utilizzare l'espressione Ğbanalità del beneğ. La banalità del male presuppone un vuoto cognitivo, di giudizio; mentre al contrario la banalità del bene è un pieno di nuove norme morali, di nuovi giudizi, di premeditazione e di passione. In questo contesto è un bene che diventa banale, perché instaura una precisa grammatica di potere che decide chi deve vivere e chi deve morire. Un potere che conduce l'Essere all'essere solo un principio biologico. Libro.
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Language: Italian
ISBN 10: 8832870959 ISBN 13: 9788832870954
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