Insieme di ca. 60 lettere, telegrammi, verbali di conferenza, conteggi, inventari ed altri atti intercorsi tra l'ing. comm. Pietro Spurgazzi, residente a Torino in corso Vittorio Emanuele II n. 68, nominato in qualità di Arbitro dal Consorzio degli Istituti di Emissione, scambiati con il Ministero delle Finanze, il Consorzio stesso, l'Officina Carte Valori, ed altri soggetti, nel periodo 1881-83, ovvero nella fase attuativa della Legge del 7 aprile 1881, n. 133 che portò, con l'abolizione del corso forzoso, all'emissione diretta da parte dello Stato dei "Biglietti di Stato". Formati e fascicoli diversi, dal foglio al mezzo foglio, tutti in chiara grafia. Conservati entro busta originale con sigillo in ceralacca, indirizzata all'ing. Spurgazzi. (11604) Come è noto, dopo l'Unificazione, e per oltre un ventennio, l'Italia pur avendo una moneta unica, aveva una circolazione della moneta cartacea assai frammentata, giacché si erano mantenuti in buona parte i vecchi istituti bancari degli stati preunitari (in numero di 5, a cui si aggiunse poi la futura Banca Romana), con la facoltà di emettere biglietti cartacei. Con la legge del 7 aprile 1881, contestualmente all'abolizione del corso forzoso (ovvero la non convertibilità dei biglietti), fu fatta la scelta di procedere da parte del Governo all'emissione diretta dei Biglietti di Stato, con la dizione espressa della loro convertibilità, prevedendo inoltre il cambio dei vecchi titoli ancora circolanti in biglietti di Stato di nuova emissione. L'attuazione della legge comportò circa un biennio di lavoro, e la stampa dei nuovi biglietti venne affidata all'Officina Carte Valori di Torino. La vertenza vide coinvolti il Consorzio degli Istituti di Emissione, con la liquidazione e trasmissione dei suoi beni (qui inventariati), il Ministero del Tesoro, l'Officina Carte Valori di Torino ed altri uffici. L'arbitrato per risolvere le controversie fu affidato da parte dal Consorzio degli Istituti di Emissione all'ing. Spurgazzi, grande esperto in materia, e all'ing. Giacinto Berruto (Direttore dell'Officina Carte Valori) da parte del Ministero. Le lettere e i documenti allegati, con i dettagliati conteggi economici, portarono a concludere la vertenza con un Lodo condiviso, e ricostruiscono nell'arco di un biennio le fasi di questa complessa vicenda.Pietro Spurgazzi (1815-89), dopo la sua specializzazione come ingegnere civile in Piemonte, si occupò in un primo tempo di edilizia carceraria. Fu tra i promotori dello sviluppo ferroviario del Piemonte, lavorando a stretto contatto con Pietro Paleocapa, Ministro dei Lavori Pubblici, e nel 1859-62, fu Commissario Governativo per l'esercizio delle Strade Ferrate Lombarde; si occupò inoltre del I lotto della Torino-Genova e poi della Cuneo-Savigliano. Genero dell'arch. Ernesto Melano (1792-1867), il restauratore dell'abbazia di Hautecombe, di cui aveva sposato la figlia Carolina, nel 1859 fu eletto deputato per una legislatura al Parlamento Subalpino e poi per un'altra in quello Italiano; Ispettore del Genio Civile, poi Ingegnere Capo del Compartimento di Torino, divenne Segretario Generale del Ministero dei LL.PP. Cessata l'attività politica e amministrativa, dopo il 1866 fu coinvolto come esperto in molteplici arbitraggi. Molte sue carte si trovano presso l'Archivio di Stato di Torino (Sezione I, Archivio Spurgazzi).
Insieme di ca. 60 lettere, telegrammi, verbali di conferenza, conteggi, inventari ed altri atti intercorsi tra l'ing. comm. Pietro Spurgazzi, residente a Torino in corso Vittorio Emanuele II n. 68, nominato in qualità di Arbitro dal Consorzio degli Istituti di Emissione, scambiati con il Ministero delle Finanze, il Consorzio stesso, l'Officina Carte Valori, ed altri soggetti, nel periodo 1881-83, ovvero nella fase attuativa della Legge del 7 aprile 1881, n. 133 che portò, con l'abolizione del corso forzoso, all'emissione diretta da parte dello Stato dei "Biglietti di Stato". Formati e fascicoli diversi, dal foglio al mezzo foglio, tutti in chiara grafia. Conservati entro busta originale con sigillo in ceralacca, indirizzata all'ing. Spurgazzi. (11604) Come è noto, dopo l'Unificazione, e per oltre un ventennio, l'Italia pur avendo una moneta unica, aveva una circolazione della moneta cartacea assai frammentata, giacché si erano mantenuti in buona parte i vecchi istituti bancari degli stati preunitari (in numero di 5, a cui si aggiunse poi la futura Banca Romana), con la facoltà di emettere biglietti cartacei. Con la legge del 7 aprile 1881, contestualmente all'abolizione del corso forzoso (ovvero la non convertibilità dei biglietti), fu fatta la scelta di procedere da parte del Governo all'emissione diretta dei Biglietti di Stato, con la dizione espressa della loro convertibilità, prevedendo inoltre il cambio dei vecchi titoli ancora circolanti in biglietti di Stato di nuova emissione. L'attuazione della legge comportò circa un biennio di lavoro, e la stampa dei nuovi biglietti venne affidata all'Officina Carte Valori di Torino. La vertenza vide coinvolti il Consorzio degli Istituti di Emissione, con la liquidazione e trasmissione dei suoi beni (qui inventariati), il Ministero del Tesoro, l'Officina Carte Valori di Torino ed altri uffici. L'arbitrato per risolvere le controversie fu affidato da parte dal Consorzio degli Istituti di Emissione all'ing. Spurgazzi, grande esperto in materia, e all'ing. Giacinto Berruto (Direttore dell'Officina Carte Valori) da parte del Ministero. Le lettere e i documenti allegati, con i dettagliati conteggi economici, portarono a concludere la vertenza con un Lodo condiviso, e ricostruiscono nell'arco di un biennio le fasi di questa complessa vicenda.Pietro Spurgazzi (1815-89), dopo la sua specializzazione come ingegnere civile in Piemonte, si occupò in un primo tempo di edilizia carceraria. Fu tra i promotori dello sviluppo ferroviario del Piemonte, lavorando a stretto contatto con Pietro Paleocapa, Ministro dei Lavori Pubblici, e nel 1859-62, fu Commissario Governativo per l'esercizio delle Strade Ferrate Lombarde; si occupò inoltre del I lotto della Torino-Genova e poi della Cuneo-Savigliano. Genero dell'arch. Ernesto Melano (1792-1867), il restauratore dell'abbazia di Hautecombe, di cui aveva sposato la figlia Carolina, nel 1859 fu eletto deputato per una legislatura al Parlamento Subalpino e poi per un'altra in quello Italiano; Ispettore del Genio Civile, poi Ingegnere Capo del Compartimento di Torino, divenne Segretario Generale del Ministero dei LL.PP. Cessata l'attività politica e amministrativa, dopo il 1866 fu coinvolto come esperto in molteplici arbitraggi. Molte sue carte si trovano presso l'Archivio di Stato di Torino (Sezione I, Archivio Spurgazzi).