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Rilegato. Condition: new. Venezia, 2025; ril., pp. 208, ill., cm 21x26.(Libri Illustrati). Attilio, il gioielliere, è stato l'erede di una tradizione inquieta, fluttuante nella stessa acqua veneziana mai veramente ferma, artefice di un mestiere lento come la risacca della laguna, pieno di racconti misteriosi che vanno e che vengono dall'Europa all'Oriente. Tutti sanno che la gioielleria Codognato ha una storia lunga che comincia nel 1866 dietro piazza San Marco, sin da allora nutrita d'arte in una bottega d'antiquariato, di dipinti e oggetti fascinosi. La fondò il bisnonno Simeone e fu il nonno Attilio a iniziare l'impasto alchemico di materie pregiate e figurazioni inaspettate, scavate dall'immaginario seicentesco dei memento mori, teschi e serpenti avvinti in metalli preziosi e pietre. Erano gli anni dei grandi ritrovamenti archeologici in Etruria, anni in cui il passato remoto rendeva contemporaneo il desiderio di gettare lo sguardo in direzioni lontane e insolite. Tecniche raffinate e cultura bizantina, romana e rinascimentale, fra orecchini e anelli a teschio, bracciali serpente, camei antichi: un tourbillon di immagini eccentriche, monili originali sfavillanti di ombre luminose, intrise di simboli e presagi misteriosi. Dal bisnonno al nonno e di padre in figlio, la gioielleria Codognato è stata e resta il luogo di un lusso misterioso e di una mondanità senza confini, un antro dei miracoli che incarna Venezia, anzi, la incastona come pietra preziosa in una montatura cesellata da una razza di artigiani addestrati fuori dal tempo. Libro.
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Condition: NEW. Venezia: Marsilio, 2025 9791254633168 1127 N vol.: 1, N pag.: 208, W: 20.8, Illustr.: COL + B/N Attilio, il gioielliere, è stato l'erede di una tradizione inquieta, fluttuante nella stessa acqua veneziana mai veramente ferma, artefice di un mestiere lento come la risacca della laguna, pieno di racconti misteriosi che vanno e che vengono dall'Europa all'Oriente. Tutti sanno che la gioielleria Codognato ha una storia lunga che comincia nel 1866 dietro piazza San Marco, sin da allora nutrita d'arte in una bottega d'antiquariato, di dipinti e oggetti fascinosi. La fondò il bisnonno Simeone e fu il nonno Attilio a iniziare l'impasto alchemico di materie pregiate e figurazioni inaspettate, scavate dall'immaginario seicentesco dei memento mori, teschi e serpenti avvinti in metalli preziosi e pietre. Erano gli anni dei grandi ritrovamenti archeologici in Etruria, anni in cui il passato remoto rendeva contemporaneo il desiderio di gettare lo sguardo in direzioni lontane e insolite. Tecniche raffinate e cultura bizantina, romana e rinascimentale, fra orecchini e anelli a teschio, bracciali serpente, camei antichi: un tourbillon di immagini eccentriche, monili originali sfavillanti di ombre luminose, intrise di simboli e presagi misteriosi. Dal bisnonno al nonno e di padre in figlio, la gioielleria Codognato è stata e resta il luogo di un lusso misterioso e di una mondanità senza confini, un antro dei miracoli che incarna Venezia, anzi, la incastona come pietra preziosa in una montatura cesellata da una razza di artigiani addestrati fuori dal tempo. Attilio, il gioielliere, è stato l'erede di una tradizione inquieta, fluttuante nella stessa acqua veneziana mai veramente ferma, artefice di un mestiere lento come la risacca della laguna, pieno di racconti misteriosi che vanno e che vengono dall'Europa all'Oriente. Tutti sanno che la gioielleria Codognato ha una storia lunga che comincia nel 1866 dietro piazza San Marco, sin da allora nutrita d'arte in una bottega d'antiquariato, di dipinti e oggetti fascinosi. La fondò il bisnonno Simeone e fu il nonno Attilio a iniziare l'impasto alchemico di materie pregiate e figurazioni inaspettate, scavate dall'immaginario seicentesco dei memento mori, teschi e serpenti avvinti in metalli preziosi e pietre. Erano gli anni dei grandi ritrovamenti archeologici in Etruria, anni in cui il passato remoto rendeva contemporaneo il desiderio di gettare lo sguardo in direzioni lontane e insolite. Tecniche raffinate e cultura bizantina, romana e rinascimentale, fra orecchini e anelli a teschio, bracciali serpente, camei antichi: un tourbillon di immagini eccentriche, monili originali sfavillanti di ombre luminose, intrise di simboli e presagi misteriosi. Dal bisnonno al nonno e di padre in figlio, la gioielleria Codognato è stata e resta il luogo di un lusso misterioso e di una mondanità senza confini, un antro dei miracoli che incarna Venezia, anzi, la incastona come pietra preziosa in una montatura cesellata da una razza di artigiani addestrati fuori dal tempo.
Published by Koln : Galerie Aurel Scheibler, 2000, 2000
Seller: Antiquariaat Digitalis, Amsterdam, Netherlands
Soft cover. Condition: Fine. Stapled softcover, [24]p, illustrations, 22 cm. Fine. Text in English and German.
cartonato. Condition: nuovo. Ill. a colori nel testo Memento Vivere racconta con ironia ed eleganza il viaggio nella mente e nel lavoro di Attilio Codognato, il maestro dei gioielli veneziano, figura tanto carismatica quanto enigmatica. Attilio Codognato è stato molto più che l'erede di una storica maison di gioielli veneziani: spirito libero, collezionista raffinato e appassionato d'arte contemporanea - da Duchamp a Warhol, da Rauschenberg a Twombly -, ha costruito attorno a sé un universo estetico personale, colto e ironico. Il negozio, nato nel 1866 dietro Piazza San Marco ed ereditato dal bisnonno Simeone, nel corso degli anni è divenuto un vero e proprio laboratorio di mistero e mondanità. Orecchini preziosi, anelli, bracciali e collane a teschio incastonati di diamanti, serpenti intrecciati in oro e cammei: i suoi gioielli, carichi di simboli storici e filosofici che affondano le radici tanto nelle tecniche raffinate della cultura bizantina, romana e rinascimentale, quanto nell'immaginario seicentesco del Memento mori, non rappresentano semplici ornamenti, ma veri e propri talismani che dialogano con la morte e celebrano la vita. Attraverso tre saggi e oltre 150 immagini - tra cui gli iconici scatti realizzati nel 2022 da Juergen Teller, che cristallizzano l'etica di Codognato, intrisa di storia e sempre impegnata con l'avanguardia -, il volume restituisce l'intensità di un percorso creativo fuori dal tempo, un inno alla vita e alla bellezza in quanto tale. Il saggio in apertura firmato da Angelo Flaccavento si articola in due atti e racconta lo spirito visionario di Attilio Codognato attraverso il "Dialogo della Moda e della Morte" di Giacomo Leopardi, presentato nella sua versione completa, basata sulla traduzione di Charles Edwardes del 1857, rivista e abbreviata per i lettori di oggi, con alcuni tocchi autoriali. La riflessione di Eduardo Cicelyn accosta idealmente la pratica artistica di Codognato a quella visionaria e onirica di Marcel Duchamp: un turbinio di immagini eccentriche, ricche di simboli e presagi misteriosi. Alessandro Codognato ricostruisce la storia di una famiglia e di una bottega, trasformate da Attilio in un'esperienza estetica totale. Le fotografie delle straordinarie creazioni - scattate, tra gli altri, da Ruven Afanador, Sante D'Orazio, Derry Moore, Mario Sorrenti, Juergen Teller e Chadwick Tyler - sono raggruppate in nuclei tematici, che costituiscono la cifra stilistica della maison: serpenti, cammei, croci e teschi. Accanto a questi gioielli, il libro rende omaggio anche alle celebrità legate a Codognato, tra cui Mariagrazia Chiuri, Elton John, Philippine Leroy-Beaulieu, Alessandro Michele, Tilda Swinton. Dal bisnonno al nonno e di padre in figlio, la gioielleria Codognato è stata e resta il luogo di un lusso misterioso e di una mondanità senza confini, che a Venezia ha saputo fondere in una poetica unica arte ed eccesso, con creazioni capaci ancora oggi di affascinare collezionisti, artisti e stilisti.
Seller: CitiRetail, Stevenage, United Kingdom
Hardcover. Condition: new. Hardcover. With an alchemical mix of precious metals, stones and mysterious symbols, Codognato jewelry is as elegant as it is morbidTucked behind St. Mark's Square since 1866, the family-run Codognato jewelry shop has been crafting exquisite, enticing pieces from a vortex of eccentric motifs--Byzantine, Roman and Renaissance-inspired serpent bracelets, cameos and, most famously, skull rings and earrings inspired by 17th-century memento mori images. This item is printed on demand. Shipping may be from our UK warehouse or from our Australian or US warehouses, depending on stock availability.