Sandro Colbertaldo

Sandro Colbertaldo è nato a Padova nel 1946. Proviene da una famiglia appartenente alla classe intellettuale della Repubblica Serenissima, i cui membri, verso la fine del 1400, si trasferirono da Venezia alla città di Asolo, al seguito della corte della Regina Caterina Corner, che colà divenne una delle più fervide patrone delle lettere e delle arti del Rinascimento veneziano. Ha studiato disegno e pittura a Milano con Gian Luigi Giovanola, artista del gruppo “Ideogrammatico”, relazionato con la scuola di Giuseppe Capogrossi. Negli anni ’60 ha lavorato come apprendista nello studio milanese del pittore Mario Schifano, rappresentante eminente del gruppo di artisti della Pop Art romana, etichettati dalla critica come la “Scuola di piazza del Popolo”. Si è laureato in architettura nel 1971, con una tesi progettuale centrata sulla relazione fra la tradizione della pittura metafisica e l’architettura, presentata dall’architetto ed accademico di fama internazionale, professor Aldo Rossi. Dopo la laurea, ha lavorato per tre anni come progettista di ospedali al Ministère de la Santé Publique de la Republique d’Algérie. Rientrato in Italia, ha esercitato da consulente per il design e l’immagine di firme come Kartell, Bassetti, Saporiti e diverse altre aziende italiane del settore. Ha soggiornato e lavorato per lunghi periodi negli Stati Uniti, specialmente a New York e Chicago. Durante gli ultimi anni ’70, ha collaborato al corso di Composizione Architettonica del professor Antonio Monestiroli alla Facoltà d’Architettura del Politecnico di Milano. Assieme all’architetto Paolo Rizzatto e in collaborazione con l’azienda Luceplan di Milano, ha vinto nel 1981 il prestigioso premio “Compasso d’Oro” del design italiano. Il suo lavoro d’architetto, pubblicato su varie riviste internazionali, si è articolato principalmente attorno all’indagine del rapporto fra il linguaggio pittorico e la tradizione architettonica. Nel 1994 ha deciso di abbandonare la professione, per dedicarsi unicamente a dipingere. Nel 1998 si è trasferito da Milano a Barcellona, per amore. Dall’estate del 2002 vive con sua moglie Anna e lavora nel paesino medioevale catalano di Cruïlles (provincia di Girona, comarca del Baix Empordá). La sua visione pittorica si può collocare ai margini delle recenti tendenze Neo-Figurative, in stretta continuità con l’esperienza storica ed il linguaggio della Pop Art, assunta in una chiave kitsch, ironica e manifestamente popolare. Partendo dalla ripetizione calligrafica ed ossessiva di un unico segno tribale, assunto come un marchio del cosidetto “lato selvaggio” della cultura post-moderna, la sua pittura evoluziona gradualmente verso un zoomorfismo visionario ed allusivo, che si muove fra il fabulismo classico e il moderno linguaggio dei fumetti e dei cartoni animati, approdando infine ad una visione onirica ed intensamente partecipativa del fantasioso mondo animale. I suoi quadri attraversano narrazioni ironicamente simboliche ed intimisticamente affettive che, di volta in volta, coinvolgono diversi personaggi: dal Leopardo ai Topi Francescani, dalle Vacche Sacre ai Galli da Combattimento, fino ai grandi Uccelli Guardiani del Paesaggio ed alle Rane Traghettatrici. Ha esposto il suo lavoro in diverse gallerie, in Italia, in Spagna e negli Stati Uniti.

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