Il mio obiettivo è semplice. Entusiasmare, chiarire, portare lontano.
E’ qualcosa che cerco di realizzare ogni giorno, attraverso le mie attività. Possibile? Anch’io pensavo di no. Poi ho compreso che, al di là dei grandi progetti, quotidianamente anche il modo in cui rispondiamo a una mail, in cui poniamo attenzione e a cosa, il modo in cui ascoltiamo, i feedback che diamo e come li diamo, possono concorrere verso quell’obiettivo. Fare dell’obiettivo una “disciplina”.
Sono un facilitatore, consulente e formatore. Lavoro sullo sviluppo del potenziale creativo, sui processi di innovazione e di leadership per Organizzazioni di varie dimensioni, team e persone. Lo so, un mondo.
Un mondo che amo. Fortunatamente.
E sono un autore. Pubblico libri su questi temi. Scrivere mi piace. Mi piace diffondere e acquisire conoscenza, condividere saperi, esperienze, metodologie.
Dal 2012 collaboro con la Facoltà di Economia de La Sapienza (e altre strutture universitarie): per loro (e non solo) tengo quelli che chiamo “WorkShoW”, eventi formativi esperienziali, incentrati su un mix di stimoli, approfondimenti, contaminazioni. Entusiasmare, chiarire, portare lontano, appunto.
Gli ingredienti del mio lavoro? Pensiero sistemico; fusione delle intelligenze razionale, emotiva e “spirituale” per generare cambiamento profondo; trasformazione della capacità di percepire, della volontà e dell’azione; orientamento alle peak performances e alla individuazione di soluzioni ad alto potenziale, in logica “win-win-win” (‘vince’ il cliente, ‘vincono’ i suoi stakeholders, ‘vince’ la collettività).
E poi le metodologie: Theory U, Design Thinking, Cinque Discipline e Learning Organizations, Leadership creativa, Business Model e molto altro.
Ho la fortuna di vivere per progetti. E di essere coinvolto in progetti che mi appassionano. Condivido il pensiero di chi diceva che se vuoi conoscere una persona, non chiedergli che lavoro fa ma in quali progetti è impegnato.
Credo molto nella forza della multidisciplinarità: il mio primo libro, “Management by Magic”, è nato utilizzando la metafora dell’illusionismo per approfondire temi centrali per le Organizzazioni e le persone: creatività, innovazione, leadership, complessità.
Sì, l’illusionismo è una delle mie passioni. Da sempre. Quando mi chiedono come hai iniziato a occuparti di magia, amo rispondere: “Io non ho iniziato. Io ho continuato”. Perché diciamolo: chi di noi, da piccolo, non ha sognato di fare il mago (a parte mio figlio)?
L’illusionismo è uno dei miei “prototipi creativi permanenti”: mi consente di testare continuamente l’efficacia di ciò che insegno sulla creatività. Mettere in pratica anche per me, ciò che faccio per gli altri.
E così, mi è ad esempio capitato di vincere un premio letterario con un racconto, di essere premiato per una nuova idea magica in un evento internazionale per illusionisti, di affiancare il mondo del gelato in un progetto davvero rivoluzionario (raccontato come caso di studio in due miei libri), di ideare e condurre un progetto didattico innovativo per le scuole primarie incentrato sullo sviluppo della creatività.
Nulla è impossibile, senso della meraviglia, essere un passo avanti, prototipazione continua, cura dei dettagli: questi gli ingredienti basilari per ogni illusionista. Così come per ogni creativo, leader e innovatore.
Nella mia vita ho fuso tutte queste passioni e vocazioni (e altre ancora) insieme. Ritengo sia una delle chiavi per vivere una vita che ci appaghi professionalmente. La struttura di facilitazione, consulenza e formazione che guido, Management by Magic, poggia su tutto ciò e fa di tutto ciò suoi caratteri distintivi. I suoi obiettivi con i propri clienti? Facile: Entusiasmare, chiarire, portare lontano. E contribuire a cambiare il mondo. In meglio.