Roberto Manescalchi, art historian, is considered one of the leading scholars of Piero della Francesca. He was responsible for the reprint of an unpublished manuscript of Piero and the rediscovery of works by Giotto, Botticelli, Paolo Uccello, Michelozzo, Morto da Feltre, Leonardo (in 2007, his discoveries in Florence of Leonado's Studio were reported worldwide) and Rembrandt.
Born in 1962, where the Tiber River is already 'sacred' but not 'blonde' yet, he inebriated himself for nineteen years, without any restraint, of lights, colors and spaces of Piero della Francesca landscapes.
Still very young he got lost in the maze of sophisticated and magical world of graphics.
An indipended spirit and open mind person he practices 'heresy' with great consistency and confidence.
Impatient with the stupidity he expresses a deep and profound disrespect for any form of bureaucracy or any 'order' or 'way of proceeding' previously established.
One can find his innovative method of investigation reading "Pagine Nuove" a magazine of Art and Architecture he directs.
Absolutely certain that two plus two always make four, however, he is particularly attentive to what belongs to human nature, anxiety, irrational, magical and fairy and he therefore believes deeply in a comparative history research, which has in Aby Warburg an ideal model.
In July 1980, Roberto Manescalchi, published his first book entitled: "Notes on the historical success of the altarpiece of S. Maria della Misericordia di Piero della Francesca", since then his production includes more than one hundred scientific articles and dozens of books.
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Roberto Manescalchi, storico dell'arte, è considerato uno dei principali studiosi di Piero della Francesca. A lui si devono la ristampa di un manoscritto inedito di Piero e la riscoperta di opere di Giotto, Botticelli, Paolo Uccello, Michelozzo, Morto da Feltre, Leonardo e Rembrandt.
Nato, nel 1962, là dove il Tevere è già «sacro» ma non ancora «biondo», per diciannove lunghi anni si inebria, senza ritegno alcuno, di luci colori e spazi pierfrancescani.
Ancora giovanissimo si smarrisce poi lungamente nei labirinti del magico e sofisticato mondo della grafica.
Spirito assolutamente libertario ed anticonformista è studioso anomalo che pratica l'«eresia» con estrema costanza e disinvoltura.
Insofferente nei confronti della stupidità, spesso legata all'umana condizione, esplicita una raffinata e profonda irriverenza verso ogni forma di ingessatura burocratica e verso qualsivoglia «ordine» o «giudizio» precostituito.
Alle sue innovative metodiche di indagine dobbiamo la possibilità di lettura di molte «pagine nuove» della storia dell'Arte e dell'Architettura.
Assolutamente certo che due più due faccia sempre e comunque quattro è, tuttavia, particolarmente attento a ciò che è sopravvivenza, inquietudine, irrazionale, magico e fiabesco ed è perciò che sostiene infaticabilmente quella ricerca di storia comparata delle idee che ha in Aby Warburg il suo modello ideale.
Nel luglio 1980, Manescalchi, pubblica il suo primo saggio titolato: Appunti concernenti la fortuna storica del polittico di S. Maria della Misericordia di Piero della Francesca, da allora la sua produzione scientifica conta più di cento contributi su riviste specializzate e di settore.