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RINASCIMENTO: L'uomo al centro del mondo - RIVOLTA CONTRO L'OMOLOGAZIONE - Softcover

Sforzini, Luca

 
9798345949467: RINASCIMENTO: L'uomo al centro del mondo - RIVOLTA CONTRO L'OMOLOGAZIONE

Synopsis

Troppo a lungo l’Italia si è attardata indebolendo le sue eccellenze per cercare di rafforzare le sue debolezze.
Questa impostazione va capovolta. È il momento di esaltare le specificità. Nazionali e personali. Noi esaltiamo le diversità, che rendono unici gli individui e le culture. Noi incoraggiamo le eccellenze. Noi celebriamo il merito. Uno NON vale uno. Noi affermiamo l’assoluta centralità dell’individuo con le sue forze e con le sue debolezze, con le sue vittorie e con le sue sconfitte: tutte feconde di valore e insegnamento. Pertanto rigettiamo con forza la sottocultura del piagnucolio, l’ignava lamentela di fronte all’impegno, il rifiuto del voto. L’individuo va misurato: a scuola, nel lavoro, e nello sport. Va giudicato, va soppesato, va esaltato o dimensionato in proporzione ai suoi meriti, talenti, capacità reali: in questo la razza o le preferenze sessuali, sono del tutto irrilevanti. Il cittadino va reso pienamente libero di esprimere tutte le sue potenzialità e di dare il suo contributo alla società senza alcuna briglia. Troppo a lungo abbiamo cervelloticamente regolato ogni respiro dei cittadini. Abbiamo sacrificato ogni libera iniziativa sull’altare del divieto. Ci siamo autolimitati, frenati, flagellati. Abbiamo pensato solo a proibire. Questo totem va abbattuto. La libera iniziativa individuale deve trovare l’unico limite nella legge morale e nel rispetto degli altrui diritti. Una società che dà pieno e libero sfogo alle eccellenze individuali e collettive è la sola in grado di produrre bellezza e ricchezza. La vana rincorsa all’innaturale e impossibile uguaglianza tra gli individui genera appiattimento e omologazione, bruttura e miseria. Lo stato come lo conosciamo oggi ha fallito, soprattutto in Italia. Ha confuso lo strumento con il suo scopo, diventando una costosa e cervellotica macchina inutile - autoreferenziale e chiusa in autodifesa corporativa. Per alimentarsi ed espandersi ha ficcato le sue insaziabili grinfie nelle tasche dei cittadini cavandone fino all’ultimo spicciolo, disincentivando così l’onesta iniziativa privata. Nei suoi ranghi ha spesso reclutato il peggio della società, offrendo stipendio sicuro e tutela assoluta a mediocri e fannulloni. Ha mortificato le sue eccellenze respingendo i migliori dalla pubblica amministrazione e persino dalle competizioni elettorali. La Grande Macchina Inutile fa ormai selezione al contrario. Va rottamata. Con urgenza. Lo stato deve limitarsi a proteggere i diritti di proprietà, la privacy, la libertà di transazione, la libertà di associazione e la libertà di parola, i confini. Null’altro. La ritirata dello stato chiama ad una forte assunzione di responsabilità dei migliori tra i cittadini. I migliori che, per disgusto e rassegnazione, si sono assentati dalla vita pubblica e politica - coltivando interessi economici personali e famiglia - sono chiamati a muovere rapidamente un passo in avanti verso la Repubblica. Ciò che rende grande l’Italia nel mondo è un enorme valore immateriale, il suo vero patrimonio: la sua Bellezza, la sua Arte, la sua Storia e Cultura. L’Italia è, tutta intera, uno straordinario museo a cielo aperto. È una diffusa, straordinaria Bellezza, ineguagliabile e straordinariamente fragile. Una Bellezza che va protetta, responsabilizzando e sensibilizzando cittadini e turisti: questo immenso valore va difeso. Una Bellezza che va raccontata e promossa nel mondo, puntando sulla qualità più che sulla quantità, che va protetta e tutelata verso l’esterno - pretendendone il rispetto: le differenze tra popoli, nazioni, culture e rispettive storie sono profonde, durevoli e meritevoli di valorizzazione almeno quanto le loro somiglianze. In questo, i “confini” vanno strenuamente difesi. Altrettanto, al suo interno, uniche e straordinarie sono le specificità regionali e locali - che pure vanno esaltate e valorizzate come patrimonio irrinunciabile. L’Italia ha la Grande Bellezza. Sembra non rendersene conto. È ora di urlarlo sui tetti del mondo.

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