Il sette gennaio, al rientro dalle vacanze, nell'atrio c'è una targa nuova.
Sette metri di ottone. Sopra, uno per riga, i nomi di tutti quelli che sono passati da quel liceo dal 1922 a oggi: ventitremilaquattrocento. Accanto a ogni nome, il giorno in cui è entrato. Per tutta la classe di Laura Ferrari è il quindici settembre.
Per lei no.
Sua cugina Zoe, arrivata a gennaio, sulla targa non c'è proprio. Ride e dice che è come essere un fantasma al contrario.
Poi la Fondazione che ha pagato la targa annuncia una cosa: il 18 aprile quei nomi verranno letti tutti ad alta voce, uno per uno, in un giorno solo. Sofia fa il conto: sedici ore e cinquantaquattro minuti. Intanto a Marco, in cortile, un venerdì, qualcuno chiede in che cosa vorrebbe essere più bravo. Lui dice di sì. E dice il suo nome, tutto intero.
A marzo la Fondazione paga anche una gita: quattro giorni nella Foresta Nera, dove in una chiesa di montagna i nomi si scrivono dal 1439. Sempre nella stessa calligrafia.
Laura, Marco, Sofia, Carlo e Lisa hanno sette settimane per capire che cosa succede a chi viene chiamato. E a chi risponde «presente».
I Ventitremila è il secondo romanzo di Quattro secondi, la collana in cui l'orrore non arriva da un'altra dimensione ma da un registro, da un appello e da un elenco di nomi letti ad alta voce.
Ventitremilaquattrocento nomi. Un giorno solo. Qualcuno risponde.
Romanzo per lettrici e lettori dagli 11 anni.
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