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Le scarpe rosse di Elina Chauvet (Sartoria editoriale) - Softcover

Book 2 of 10: Sartoria editoriale

Guerisoli, Francesca

 
9788874902521: Le scarpe rosse di Elina Chauvet (Sartoria editoriale)

Synopsis

Le scarpe rosse sono il simbolo della lotta al femminicidio più diffuso nel nostro Paese. L'emblema deriva dal progetto d'arte partecipativa Zapatos Rojos di Elina Chauvet, nato nel 2009 nel contesto di Ciudad Juárez, realizzato in Italia per la prima volta nel 2012 e poi in numerosi altri Paesi. Con questo saggio, Francesca Guerisoli riprende e aggiorna parte della ricerca affrontata nel suo libro Ni una más. Arte e attivismo contro il femminicidio (2016), con cui ha elaborato il primo e più approfondito inquadramento critico di Zapatos Rojos, ottenendo il patrocinio di Amnesty International "per la capacità di andare oltre i fatti del femminicidio, sapendo ispirare nel lettore un desiderio concreto di cambiamento". Il saggio mette in rilievo il significato della marcia di scarpe rosse e il valore che il progetto, nato in una realtà specifica, esprime in tutti quei contesti in cui la relazione asimmetrica tra i sessi porta al femminicidio. Attraverso numerosi esempi, presenta inoltre la diffusione virale avuta dall'opera in Italia e apre a nuove modalità di azione sociale ed estetica dell'arte nello spazio urbano.Questo saggio aggiorna e amplia il caso studio presentato nel libro Ni una más, uscito nel 2016 per Postmedia Books. La storia di Zapatos Rojos permette di capire l'evoluzione di un simbolo, le scarpe rosse contro il femminicidio, e come l'arte riesca a opporsi a dinamiche criminali creando contesti simbolici che attivano vere e proprie battaglie culturali. Questo è il terzo titolo della collana Sartoria editoriale, diretta da Varinia Poggiagliolmi per ArtCityLab.Elina Chauvet è nota a livello internazionale grazie al progetto d'arte partecipativa Zapatos Rojos, realizzato per la prima volta a Ciudad Juárez nel 2009 e che conta oggi oltre trecento edizioni nel mondo. Laureata in Architettura all'Universidad Autónoma de Ciudad Juárez, la sua carriera artistica è iniziata nel 1994, quando un suo dipinto a olio vinse il Primer lugar en el IV Salón de la Muerte, conferitole dal Museo del Valle del Fuerte a Los Mochis, Sinaloa. Nelle sue opere, attraverso media diversi, affronta tematiche a sfondo politico e sociale che riguardano casi di donne scomparse o assassinate, problemi inerenti la violenza e la corruzione nella sfera politica e aspetti legati al traffico di droga. Ha esposto in personali e collettive, ottenendo menzioni speciali all'VIII, IX e X Bienal de Arte Visuales del Noroeste (2001-2003-2005), Museo de Arte de Sinaloa; alla Primera Bienal de Artes Visuales del Noroeste Antonio López Sáenz, Mazatlan (2012), e al Festival Burningman, Black Rock City, Nevada (2005). La documentazione di Zapatos Rojos è stata esposta in mostre e sedi museali, tra cui Living as Form (The Nomadic Version), a cura di Nato Thompson, Museo de Arte de Sinaloa (2013-2014).

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