Questo libro di storia potrebbe contenere numerosi refusi e parti di testo mancanti. Solitamente gli acquirenti hanno la possibilità di scaricare gratuitamente una copia scansionata del libro originale (senza refusi) direttamente dall'editore. Il libro è Non illustrato. 1867 edition. Estratto: ...letture classiche che gli andavano per il capo. Cosi era di Antonio Pucci, che assunse all' arte il cantare di piazza e aveva piena la testa di gesta cavalleresche: quando gli toccava di andare al Paradiso degli Alberti ove l'invitava a bere seco l'amico Matteo, egli credeva vedervi il re Artù coi suoi paladini ed altre fantasìe da romanzo di cavalleria: Matteo, i' arrivai al Paradiso Credendo teco alquanto far dimoro; Non ti trovai, pensai che 'n Purgatoro Tu fussi ancora secondo mi' avviso. Dentro passammo; e riguardando fiso I' vidi il re Artù con altri in coro: Dell' altra parte vidi star coloro Ch' acquistar fama qui per non diviso. Apresso vidi li dodici segni Per li qua' passa tutto l'anno il sole Che ci governa con superiori segni: Vidi camere e sale ove si suole Goder per que' che ne son fatti degni: E perchè te non vidi, ancor mi dole. Ver'è che con parole Un prete a farci onor fu molto fiero, Ma colle chiavi non v' era san Piero. ( Sonetto d'Antonio detto andando al Paradiso degli Alberti, perchè uno Matteo suo amico 1' avea invitato ch' andasse a bere co'lui », codice laurenziano red. 184, fol. 113 r.). Questo sonetto del Pucci, se non serve a piena conferma di ciò che abbiamo supposto intorno a Toni e a Matteo, i quali figurano nella brigata del nostro Romanzo, certo che rende questa supposizione probabile, recando inoltre nuovi schiarimenti al nostro testo. Le sale e le camere del Paradiso non ricevevano dunque che una società eletta, quelli « che ne son fatti degni »; e vi era un prete a dire la messa, forse di quei benedettini che messer Niccolaio degli Alberti appositamente vi teneva. Il...
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