Book Description: Papiae, per Franciscum Gyrardengum, 1497., 1497. Fo, perg. Cc.80. Es. lavato, picc. restauri con sbiaditure e perdita di pochissime lettere di testo in principio, ma nel complesso veramente buono. L'A., detto Calculator, fu il p? famoso matematico del tempo e l'opera matematica con varie note di fisica (caldo, freddo, secco) ? importantissima per aver introdotto la teoria dei flussi ripresa da Newton e vari altri concetti che sono ancora oggi fondamentali. Hain 15138 - Smith "Scarce as a withe raven" riferendosi alle 3 ed. in incunabolo. Rarissimo. ATTENZIONE: la nostra libreria è specializzata in stampe, incisioni, cartoline ed ephemera in generale. Si prega di leggere attentamente la descrizione per indiviuduare la tipologia di articolo (xil= xilografia, lit. = litografia, ecc.). In caso di dubbio contattattateci. PLEASE NOTE: our specialties are maps, prints, and ephemera. Please read carefully the item description: ( xil.= xylography) stampa= print, fotografia= Photograps, Manifesto/locandina= poster, stralcio da periodico= loose magazine pages ). Bookseller Inventory # 06513
Book Description: Franciscus Renner de Heilbronn,, Venezia, 1472. Folio (260x190); carte non numerate 270 stampate con carattere romano su 36 righe, 36 grandi iniziali in rosso e blu, con estensioni, su quattro righe, 240 iniziali a due righe della medesima fattura. Legatura in pergamena antica con titolo manoscritto al dorso. Edizione fra le prime di questa opera, stampata anche da Pannartz a Roma e Vindelino Da Spira a Venezia nel medesimo anno. Prima opera in cui compare il nome di Renner come stampatore. Franz Renner operò a Venezia dal 1471, inizialmente da solo, poi con Nicolaus de Francfordia e Petrus de Bartus. Dal 1478 ricominciò a stampare per proprio conto fino al 1483. Il carattere usato per questa opera fu utilizzato da Renner solo fino al 1472, venendo quindi sostituito. Bellissimo esemplare genuino riccamente rubricato e miniato, ampi margini. Qualche saltuaria fioritura della carta, restauro all'ang. di poche carte. Provenienza: Walter Goldwater.IGI, 2471; Hain 4428; BMC V, 191; Goff C-168; GW 6063; Proctor 41555. Bookseller Inventory # 2102
Book Description: Franciscus Renner de Heilbronn e Nicolò de Frankfo, Venetia, 1473. In Folio (290x200); 404 carte con testo su 52 righe in doppia colonna, 1 grande iniziale blu a dieci righe, miniata in rosso, oro e verde, 46 iniziali simili a 6 righe, rubricature a due righe in rosso. Legatura coeva in assicelle, dorso originariamente in pelle, ricoperto successivamente con pergamena, piatto post. ricoperto in pelle di daino, titolo e numero di scaffale manoscritti al dorso. Prima edizione dei sermoni del frate domenicano; Leonardo Mattei fu celebre teologo a Bologna ed ebbe notevole importanza nei Concilii di Firenze e Ferrara; lasciò molte raccolte di sermoni, che sono un grande esempio di insegnamento Scolastico, raccogliendo commenti di autori classici e medioevali, oltre che di Padri della Chiesa. Esemplare freschissimo, ad ampi margini. Prima carta con strappo restaurato, fori di tarlo ed altri difettini, sporco sup. al recto. Qualche saltuaria macchiolina alcune annotazioni coeve, altre posteriori, marginali Il piatto post usurato, quello ant. nudo, evidenti tracce di fermagli, qualche difetto al dorso. Provenenza: Basilius de Clinate, monaco cistercense: postille coeve- Varese, monastery of Sancta Maria Annunziata: annotazioni e monogramma di possesso al frontespizio- Ex libris De Cardenas e Walter Goldwater- Swann Galleries, 5 Dicembre 1985, lotto 9.H 16117*; BMC V, 192 (IB. 19833); BSB-Ink L-120; CIBN L-135; Goff L-143. Bookseller Inventory # 2092
Book Description: (Impressum Venetijs cura atq(ue) impe(n)s(is) nobil(is) viri Lucea(n)tonij de Giunta flore(n)tini : arte aute(m) Joan(n)is Emerici de Spira : anno incarnationis d(omin)ice : MCCCCLXXXXIX (ottobre 1499 IIII k(a)l(endas) octobris)., 1499. 3 carte non numerate e 215 numerate. Mancano, per il primo volume completo dell'opera, la carta 216 contenente parte del graduale della domenica XXIII e la carta 217 di colophon (il colophon è desunto dalla copia dell'opera esistente presso la biblioteca di Foligno, tra le poche in Italia a disporre dell'opera completa). Dalla collazione della stessa opera presente a Foligno, si desume che l'esemplare è completo di tutte le sue carte dal frontespizio alle altre due cc.non num.fino alla carta CCXV. Non possiamo inserire nella numerazione delle segnature le prime 3 carte mancanti di qualsiasi registro, per le altre carte a1-7 (registro completo nonostante la disparità dei fogli, alcune bibliografie inseriscono una delle due carte introduttive come foglio all'interno di tale registro), B1-8; fino a F1-8 poi G1-7; H1-8; I1-7; K1-8; L1-7; poi M1-8 fino a S1-8; poi T1-10; Pgreco II, 1-5, mancano le ultime due carte del primo volume e complessivamente le ultime 3 dell'ultimo registro segnalato, ove probabilmente era inserita una carta bianca. Difatti per un'identica opera collazionata alla bibl.della N.Y. University, le segnature della seconda parte il "Sanctorale" ripartono dalla lettera A. Primo volume dell'opera, a se stante per quanto riguarda il "Graduale temporale", la seconda parte riporta difatti la sezione "Sanctorale". L'opera completa sarebbe risultata di 381 carte complessive (la parte "Sanctorale" segue la numerazione della parte "Temporale"). Tarli perfettamente restaurati al taglio alto delle prime 3 carte ed al taglio basso del Graduale vero e proprio, quasi mai sono lesi i caratteri tipografici. Dimensioni del volume: cm. 48 x 34 ca. (le dimensioni dell'opera collazionata sono differenti a seconda della biblioteca o del bibliografo curatore, ad esempio il Camerino riporta cm. 54 x 36; la copia del British Museum è di cm. 54 x 38, la copia della Biblioteca di Washington di cm. 52 x 36). La pagina di frontespizio è stampata in caratteri rossi (di tipo gotico) di corpo 24, marca tipografica con giglio inserito in triplice filettatura e con le iniziali L.A. (di cm. 6 x 8,5). Verso del frontesp. Intitolato: "Frater Fra(n)ciscus de Brugis ordinis mino(rum) observantiu(m) de p(ro)nuncia sancti Antonij: ad cantores prefatio"; vrso stampato in caratteri ad inchiostro nero di tipo gotico (con spigolature molto addolcite) in 51 righe con caratteri di corpo 16; le altre 2 carte sono stampate con caratteri della stessa tipologia ma di corpo 10, con righe di paragrafo stampate ad inchiostro rosso, rubriche (3 in totale) ad inchiostro rosso e nero, esempi di musica notata a caratteri rossi e neri, le prime 3 carte riportano 2 capilettera incisi in negativo (con lettera in chiaro) di cm. 3 x 3 e 4 x 4 (i due con doppia filettatura all'esterno, con motivi floreali il primo e con figure antropomorfe il secondo). Le 215 carte del graduale sono tutte elegantemente impresse in rosso e nero, su ogni foglio sono riportate 7 righe notate al cui margine superiore sono inseriti i versi cantati, stampati in due colori in caratteri gotici di corpo 24ca., inoltre nelle 215 carte sono inseriti 8 splendidi capilettera animati, incisi elegantemente su legno, incorniciati in doppia filettatura, riproducenti scene tratte dalla vita di Gesù (realizzati in nero) di cm. 10 x 12. Sono inserite nel Graduale numerose rubriche stampate ad inchiostro rosso e nero. Il Graduale rappresenta uno dei massimi monumenti tipografici della fine del XV secolo, il tipografo infatti riuscì con quest'opera nell'ambizioso progetto di sostituire gli amanuensi, anche nella realizzazione di opere con musica notata. Bibliografia consultata: BM 15th cent.vol.V: 541; Bohatta Lit.Bib.: 704; Camerini - Massera n.46; Essling 1208; Goff: G-332; Graesse III:128; Hain 7844; IGI 4357; Landau vol.I:527; Panzer 5288; Pellechet 5288; Proctor 5502; Rosenthal (edizione del 1949) n.2259; Sajo-Soltesz 1437; Sander 3211. Sono segnalate copie nelle seguenti biblioteche: Berkley UC; Budapest (c. Bookseller Inventory # 33878
Book Description: in Torino, per Bartolomeo Zappata, 1674., 1674. In-folio (280x205mm), pp. 99 pagine numerate (compresi l'antiporta, il frontespizio nonché il ritratto della duchessa Giovanna Battista di Savoia-Nemours, cui il volume è dedicato, anch'essi incisi su rame), legatura coeva p. pelle marrone con titolo, filetti e decori floreali e ornamentali in oro su dorso a sei nervi. Antiporta figurata incisa su rame con scene di varia cacciagione, frontespizio egualmente in calcografia con titolo entro svolazzi con putti, figure di cani da caccia e cinghiali stilizzati, un ritratto f.t. in principio della Duchessa Giovanna Battista di Savoia-Nemours in veste di Diana cacciatrice. 62 magnifiche tavole f.t. incise a bulino e all'acquaforte; 5 illustrazioni sono impresse su foglio più volte ripiegato, mentre le rimanenti si presentano su foglio semplice o su foglio doppio. Il tutto è inciso con estrema finezza da Georges Tasnière, da disegni e dipinti di artisti come Gian Francesco Baroncelli, Jan Miel, il Sacchetti, il Branbil ed altri ancora. La prima c. di testo consiste in un sonetto di Pietr'Antonio Arnaldo dedicato a Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours e racchiuso entro cornice xilografata a decori floreali. Firma settecentesca in parte cassata al verso della prima c. bianca. Usuali fioriture e bruniture, qualche traccia d'uso, restauri al verso di alcune tavole, un po' rifilato, ma in bello stato conservativo nel complesso. Edizione originale, di estrema rarità completa dell'intero apparato iconografico, di quello che è ritenuto, tipograficamente, il più bel libro del secolo barocco in Italia. Dopo la fine dei lavori di edificazione della reggia di Venaria Reale (la residenza venatoria sorse, assieme alla città che da essa prende il nome, a partire dal 1658, per volontà del Duca Carlo Emanuele II di Savoia), il suo architetto, Amedeo di Castellamonte, volle celebrare la propria impresa architettonica con il presente libro, fingendo di descrivere la propria opera al Bernini attraverso l'artificio di un dialogo letterario. Il libro, che servì per propagandare la magnificenza della residenza barocca presso le corti d'Europa, costituisce anche un prezioso documento storico, in quanto illustra un monumento che oggi si presenta in forme assai mutate. Il corredo illustrativo integra magnificamente il testo: le grandi vedute generali del palazzo, del parco e della cittadina sono accompagnate da immagini di splendide fontane, sculture e parterres. Grande attenzione viene inoltre prestata alle tele e agli affreschi che decoravano gli appartamenti della reggia, con particolare riferimento al salone centrale, detto "di Diana". ".Difficilmente si trova completa di tutte le tavole descritte. L'opera è importante per molti aspetti: essa offre un'idea esatta di una villa di diporto e di soggiorno del XVII secolo, con i suoi giardini, le sue fontane, le sue scuderie e tutti gli accessori per feste, caccie, ecc.; in secondo luogo ci dà l'architettura, gli apparati della residenza ducale della Venaria (presso Torino) architettata dal Castellamonte stesso, in parte distrutta dalle truppe francesi del Catinat nel 1693 e rinnovata poi dal Juvarra; inoltre, ci rappresenta nelle sue meravigliose tavole tutti i nobili e le dame della corte di Torino, a cavallo e in costume da caccia, disegnati con squisito buon gusto" (Vinciana). Peyrot, Torino nei secoli, I, n. 51 (con dettagliate descrizioni cui rimandiamo delle piante e vedute di Venaria). Souhart, 89. Berlin Katalog, 2621. Cicognara, 3982. Brunet, I, 1264: "Ouvrage fort recherché à cause des estampes". Schwerdt, I, 98: "Copies of this book with plates complete, are difficult to find". Vinciana, 31. Olschki, Choix, 2458. SBN segnala sei copie in biblioteche pubbliche piemontesi, di cui due mutile di gran parte delle tavole. Bookseller Inventory # 12474
Book Description: Vicenza, Enrico di SantOrso 1499, 1499. Folio (cm 31.5), mezza pergamena ottocentesca con angoli, lievi bruniture per la qual. della carta, alcuni legg. aloni, il fascicolo c legg. più corto, peraltro esemplare con ampi margini. Cc. 124 in carattere romano. Editio princeps di questopera di grande importanza storica, il De Nuptiis è una enciclopedia dellerudizione classica, ed una fonte del platonismo e della filosofia ermetica. Lopera è costruita su un impianto fortemente allegorico (lascesa al cielo della Filologia con le sette arti liberali per sposare Mercurio, cioè leloquenza), e riprende temi e spunti da altri scrittori, come Apuleio e Varrone. È strutturata in due parti distinte: i primi due libri sono interamente incentrati sulla cornice narrativa, densamente popolata di figure allegoriche, con la narrazione della ricerca di una moglie da parte di Mercurio e la presentazione di Filologia, la sposa designata, al concilio degli dei; la seconda parte è articolata in sette libri, in ciascuno dei quali è esposta una delle arti liberali, dapprima quelle del trivio (grammatica, dialettica, retorica), poi quelle del quadrivio (geometria, aritmetica, astronomia, musica). Dalla tarda antichità, ma soprattutto dall età carolingia all età rinascimentale, le Nozze furono ampiamente usate come libro di testo e come punto di riferimento indispensabile per lo studio delle discipline liberali. Un tratto peculiare di questopera è la lingua, ricca di volgarismi, metafore pesanti e frequenti figure retoriche, tanto che il testo subì tra Medioevo e Rinascimento numerose manipolazioni. Lautore, africano di Cartagine, pagano (o almeno non cristiano), era un avvocato, divenuto scrittore in età avanzata. Visse tra due avvenimenti nefasti per la storia romana: il sacco di Roma del 410 e il sacco di Cartagine, compiuto dai Vandali nel 439. Secondo uno studio recentemente pubblicato da Giovanni Reale, la celebre Allegoria della Primavera di Botticelli (agli Uffizi) sarebbe una trasposizione pittorica del De Nuptiis. Hain/Cop. 4370*; Klebs 668.1; Smith, Rara arithmetica p.66; Pellechet 3224; Polain, Belgique 967; IBE 1421; IGI 2426; IBP 1392; Voulliéme, Berlin 4602; Rhodes, Oxford Colleges 502; Proctor 7174; BMC VII, 1048; XII 74. Bookseller Inventory # PEusol1328
Book Description: s.n. 1487 prima del, 1487. incunabolo rubricato, sermoni 33x21.5 cm., in folio, [315] ; [231] ; [197] cc., interamente rubricato in rosso, eccetto per liniziale del prologo del De Sanctis, in verde e rosso., I tre volumi hanno legature differenti: De Tempore (vol. 1-2), legature recentemente restaurate in pergamena dei secoli XV e XVII ; De Sanctis: legatura coeva di ambito nordeuropeo con piatti in legno, pelle di scrofa con disegni geometrici incisi a secco sui piatti, testo a due colonne, 55 linee, alcune note manoscritte dei secoli XV e XVI: glosse a margine, note di possesso di mano quattro e cinquecentesca, alcune glosse presumibilmente del secolo XV, tarli ai piatti e ad alcune carte, in parte restaurati, al vol. terzo De Sanctis: pregiudizio ad alcune lettere, peraltro superbo stato di conservazione, straordinaria freschezza, con ampi margini, in latino I sermoni di Meffreth o Ortulus Reginae (i.e. Chiesa) è lunica opera di questo scrittore, del quale poco o nulla si sa, se non quello che lui stesso ci ha lasciato nel prologo di entrambe le parti delle sue opere. Da ciò si desumono anche gli anni di composizione dellopera: nel 1443 fu terminata la parte De Sanctis, e subito dopo venne iniziata la parte De Tempore (hyemalis aestivalis) nella quale fino al Sermone 96 ossia la XX domenica post trinitatis (cfr. pars Hyemalis, verso c. EE3) viene considerato valido lanno 1447. Secondo Allgemeine Deutsche Biographie la stampa più antica che si conosca di questa opera è Hain 10999 (la nostra edizione), a questa seguirono ben poche altre edizioni, e precisamente: 9 edizioni nel XV secolo (Hain 11000 11008) ; alcune edizioni nel XVI (non una è stata rinvenuta nei repertori consultati: ADAMS, BMC, EDIT 16) ; XVII secolo (cfr. Coloniae Agrippinae, Hieratus, 1625, 3 vol. in quarto). Graesse cita altre tre edizioni nel secolo XVII, non si conoscono edizioni successive. Incerti sono anche i dati di stampa, lunica cosa certa è che in questa, che è considerata leditio princeps, non compaiono dati. Lipotesi più accreditata è Basilea, Nikolaus Kesler, dopo il II VII 1486 [come riporta IGI], sicuramente prima del 1487, anno a cui risale Hain 11000. BIBLIOGRAFIA CONSULTATA: Hain 10999 ; IGI 6332 [Basilea, Nikolaus Kesler, dopo il II VII 1486] ; BMC 157, 66 [1480?] ; Allgemeine Deutsche Biographie, Berlin, 1970. 21, pp. 175-6 Graesse, IV, 464 ; BIBLIOGRAFIA CITATA: Fabricius Johann Albert, Bibliotheca latina mediae et infimae aetatis, (ed. Mansi) Florentiae, Typ. Baracchi et F., 1858-1859. V, 66. Polain, 2655. Bookseller Inventory # 3519
Book Description: Gerardo da Haarlem, 1498., Firenze, 1498. In Folio (285x193); carte 126 non num. Carattere tondo italico. Pergamena settecentesca, tagli rossi. Ottimo esemplare molto ben conservato, marginoso con rare carte che presentano lievissime fioriture. Rarissima edizione originale (a cui seguiranno quella del 1502 e quella di Basilea del 1554) in prima tiratura (vedi esemplare Dibner) priva della pagina di errata e della bianca finale.Raccoglie due importanti opere sull'astronomia: il proprio trattato a favore dell'astrologia in cui Bellanti, astrologo senese, fornisce un quadro completo della scienza astrologica e le sue critiche al libro di Pico "Adversus Astrologos"; nella prima opera indica come compiere le divinazioni e fare le previsioni grazie allo studio degli astri, analizza il rapporto fra astrologia e matematica, descrive le caratteristiche del cielo, dello zodiaco, dei pianeti. Utilizzando gli apporto degli antichi astronomi, egli compone una vera e propria Summa astrologica, punto costante di riferimento per gli studiosi posteriori. Nella seconda opera Bellanti critica le posizioni di Pico nei confronti dell'astrologia, secondo questi, unitamente a Savonarola, contraria alla religione cattolica.E' questa l'unica opera conosciuta stampata da Gerardo da Haarlem. Come accennato in questa tiratura mancano le ultime due carte, rispetto alla definitiva, che alla fine porta l'errata e la bianca con segnatura *. Molti esemplari nelle maggiori biblioteche presentano questa particolarità, da cui si evince che vi furono due tirature.Thorndike, IV, 541-542: "Bellanti cited Aquinas and Scotus in support of astrology, but censured various past astrological writers such as the arabic astrologers, Albumasar and Haly, Abraham Judaeus and the latin Guido Monatti. This censure was partly on Christian grounds but perhaps shared a little the current humanistic aversion for Arabic and medieval learning"; IGI, 1443; BMC, VI, 692; Hain, 2758; Klebs, 168.1. Bookseller Inventory # 4414
Book Description: Strasbourg Michael Schott (Tilmannus Limperger editor) 1490, 1490. Folio (cm 30), solida legatura ottocentesca in pelle di scrofa impressa a secco su assi di legno ad imitazione antica, con 2 ganci e fermagli funzionanti ai piatti, magnifico esemplare marginoso e di grande freschezza, con barbe su numerose carte, interamente rubricato depoca e con lettere capitali in rosso (alc. fori di tarlo alle prime carte). Testo in carattere gotico su 52 linee di testo, carte (2), 133, (1 bianca), 12 nn., magnificamente illustrato con 4 grandi xilografie a piena pagina. Manca la prima carta che è bianca. Unica edizione incunabola, rara (ISTC censisce solo 3 copie in Italia). Only incunable edition. Hain/Cop. 2076; GW 2937; Polain (B) 393; BMC I, 95; Voullieme 2235; IGI 965; IBE 120; Goff A-1229; Schramm XIX, 16; Schreiber 3392; Schafer 22. Bookseller Inventory # GUnool9578
Book Description: In Alma Civitate Brixie Angelus et Jacobus de Britannicis de Palazzolo fratres die 24 Decembris 1494, 1494. incunabolo - morale cattolica, Brescia 20x15 cm., 384 cc. [a6 - a-z4 - A-U4] Z8 e U8 sono bianche, legatura del secolo XVIII in piena pergamena, titoli in oro su tassello al dorso, testo gotico su due colonne, 50 linee, le prime 5 righe del prologo in rosso, bruniture e note manoscritte all'occhiello, glosse coeve a margine di alcune pagine, peraltro ottimo e fresco esemplare salvo lieve rifilatura al margine superiore, in latino Rara edizione italiana, stampata a Brescia da Angelo Britannico, dell'opera del famoso filosofo francese del secolo XIII. Vescovo domenicano di Lione e insegnate all'Università di Parigi, la sua Summa Aurea ebbe un notevole successo solo nel secolo XV. Hain 12389 ; GW 12054. Bookseller Inventory # 3521
Book Description: Roma, Francesco de Cinquinis 20 dicembre 1479, 1479. 4to (cm 23), attraente legatura coeva in pelle su assi di legno, di area tedesca, con decorazioni a secco ai piatti, dorso abilmente rifatto nello stile del tempo; mancano i fermagli metallici. Bel taglio iscritto al margine esterno, pregevoli risguardi originali ricavati da manoscritto teologico trecentesco; esemplare fresco e bello, due singoli fori di tarlo attraversano i primi fascicoli, toccando talvolta qq. lettera; vv. annotazioni ms. di appartenenza in fine. Testo su due colonne, cc. 328 (la prima bianca). Terza edizione, rara. E inoltre uno dei pochi esempi dellattività di questo tipografo romano attivo negli anni Settanta del XV secolo. Lopera è una sostanziale risposta al "Defensor Pacis" con cui Marsilio da Padova prendeva posizione in favore di Lodovico il Bavaro contro Giovanni XXII e lassolutismo papale. Lo scritto del canonista anconetano, emulo di Egidio Romano, ebbe lelogio dello stesso Pontefice, e intendeva riconoscere la potestà diretta, secondo la quale anche il potere temporale doveva essere concesso dal Papa ai sovrani, rimanendone al contempo egli stesso arbitro. In passato, come puntualizza il DBI (vol.1, pp.475-478), lidentità dellA è stata spesso confusa per una probabile omonimia; di certo egli morì nel 1328 a Napoli, città nella quale aveva ricoperto lincarico di cappellano e consigliere del Re Roberto, e dove aveva rafforzato la propria fama di teologo e polemista di primordine. BMC, IV-77. Goff, A-1365. GW, 3052. IGI, 1063. Bookseller Inventory # GUmmto8045
Book Description: Mantova, Johannes Schall, s.d. 15 luglio 1479, 1479. Folio (cm 29.5), pergamena cinquecentesca con titolo manoscritto al dorso, fresco esemplare con larghi margini, completamente rubricato allepoca in rosso, con centinaia di lettere iniziali, ed alcune lettere capitali in rosso e blu (forse lievem. posteriori). Testo in caratt. romano su 34 linee, cc. 172 non num. Quarta edizione (ma la seconda stampata in Italia, dopo Roma 1476) dopo la prima del 1474 della famosa opera storica di Eusebio di Cesarea (265-340 d.C.), originariamente composta in greco e qui tradotta in latino. Come avverte lautore nella prefazione, lopera intende presentare la storia della Chiesa dai tempi degli Apostoli fino ai suoi giorni, in particolare per ciò che riguarda: le successioni episcopali nelle principali sedi; i teologi cristiani; le eresie; gli ebrei; i martiri. Il materiale, raggruppato cronologicamente secondo le epoche degli imperatori, fa riferimento a fonti più antiche, ed è quindi uno dei più eccezionali documenti storici sul cristianesimo. Il libro I è una dettagliata introduzione su Gesù Cristo, mentre lultimo, il X, si chiude prima della morte di Cristo (326), essendo dedicato a Paolino di Tiro (morto tra il 324 e il 325). Hain/Cop. 6711; GW 9437; IGI 3762; BMC VII 933.IB. Bookseller Inventory # SEstol8010
Book Description: Hermannus Liechtenstein, 1477., Treviso, 1477. In Folio (270x185), carte 334; testo in carattere romano a doppia colonna su 49 linee; legatura di inizio '800 in mezza pergamena con angoli, tassello al dorso. Bell'esemplare su carta forte, rubricato in rosso alle prime carte, alcune annotazioni marginali. Margine inferiore della prima carta parzialmente rifatto professionalmente.Prima edizione non comune di una delle sole quattro opere stampate a Treviso da Liechstenstein, attivo perlopiù a Vicenza. IGI, 1884; HC 3539; BMC, VI, 892; GW 4658; Goff B-873. Bookseller Inventory # 3348
Book Description: Venetiis Octaviani Scoti per Bonetum Locatellum 31 marzo 1498, 1498. Folio (cm 31.5) pergamena floscia cinquecentesca, con titolo manoscritto al dorso, bellesemplare fresco e marginoso. Testo su 2 colonne in car. gotico 66 linee, cc. nn. 74 (di cui lultima bianca orig.), con iniziali xilogr. Seconda edizione di questo raro incunabolo, che contiene le annotazioni e il commento di Giovanni da Sermoneta alla Tegni di Galeno e agli Aforismi di Ippocrate. Le opere di Galeno (131-201 d.C.), come noto, rielaboravano in chiave moderna il pensiero di Ippocrate (v sec. a.C.), e per tale motivo furono tramandate quasi sempre insieme agli scritti di questultimo, divenendo sin dallantichità il punto di partenza obbligato per lapprendimento della scienza medica. Il nucleo centrale costituito dagli scritti di Galeno e Ippocrate circolanti sia in greco che nelle traduzioni arabe e latine si fuse nel Medioevo con altri brevi testi, dando vita a quelle raccolte che configurarono il canone della medicina nelle università italiane fino alla fine del Cinquecento. La più famosa di queste raccolte, la cosiddetta Articella (attestata in Francia fin dal xii secolo e stampata più volte tra il 1476 e il 1493), privilegia proprio la Tegni titolo che deriva dalla traslitterazione latina delloriginale greco Techne iatrikè, cioè arte medica e gli Aforismi, a conferma di una centralità e di una importanza di queste due opere che trovava riscontro nei sempre più numerosi commenti scolastici. LArticella iniziò a circolare in Italia nel Trecento, là dove linsegnamento della medicina anche grazie allinflusso della scuola aristotelica era a livelli più avanzati, e cioè Bologna e Padova. Nello Studio patavino furono attivi professori molto famosi, come Pietro dAbano (m. 1315) e Jacopo da Forlì (m. 1414), autore questultimo di un importante commento alla Tegni e agli Aforismi e maestro di Giovanni da Sermoneta, che fu suo allievo tra il 1411 e il 1412. Di Giovanni da Sermoneta, attivo nella prima metà del Quattrocento e morto dopo il 1438, non si conservano purtroppo molte notizie. Sappiamo di lui che intraprese dapprima lo studio della Arti e che esercitò in seguito la professione medica, affiancandola allinsegnamento della filosofia. Le Questiones subtilissime declamate, come si ricava nel colophon, a Bologna nel 1430, "in parte teoretiche e in parte pratiche" (De Renzi, p. 454) sono il frutto di una formazione giovanile in cui erano confluiti elementi di scolasticismo e aristotelismo ancora medievali e altri più vicini a un rigore scientifico già moderno. Resta forte in lui la tendenza, diffusa per la medicina dellepoca (basti pensare al già citato Pietro dAbano), a collegare medicina e astrologia. Lipotesi dellinflusso degli astri trova conforto già nella teoria ippocratica e galenica degli "umori", per cui gli elementi vitali del corpo umano vengono accesi o sopiti da determinati pianeti. Sermoneta applicava in prima persona queste teorie: se è vero quanto riportato da Girolamo Torrella anchegli medico, astrologo e autore di un commento alla Tegni di Galeno nel suo Opus praeclarum de imaginibus astrologicis (Valencia, 1496), Giovanni era solito curare i suoi problemi intestinali grazie al beneficio apportato dalla raffigurazione di un leone incisa in un particolare periodo dellanno e sotto linflusso di una certa costellazione (Thorndike, iv, p. 576), pratica che ricorda in maniera evidente la credenza medievale secondo cui determinati oggetti come pietre o simboli sarebbero in grado di "catalizzare" le forze astrali. La stretta derivazione dellopera del Sermoneta da quella del suo maestro non era sfuggita ai suoi editori, che soltanto tre anni prima avevano dato alle stampe anche il commento di Jacopo da Forlì, allinterno di un più ampio progetto editoriale di pubblicazione di opere scientifiche e mediche. "The most striking features of his quaestiones on the Tegni is that he acts mainly as a logician analysing the arguments of his predecessors. He is especially keen on finding log. Bookseller Inventory # RMesol7530
Book Description: in Venetia, Presso Domenico Nicolini, 1591., 1591. In-folio antico (320x215mm), ff. (6), 143, (1), legatura antica p. pergamena rigida (rimontata) con dorso a tre nervi. 110 xilografie incise a piena pagina e 4 xilografie incise su foglio doppio, di cui tre ripiegate, riproducenti le affascinanti visioni düreriane delle proporzioni del corpo umano; 39 diagrammi intercalati n.t. Ottimo esemplare. Ex-libris ottocentesco. Prima edizione italiana, accresciuta ex novo del quinto libro, dei "Vier Bücher der menschlichen Proportion", apparsi postumi a Norimberga nel 1528. Nell'opera Dürer sistematizza in una sintesi compiuta il suo credo in una bellezza ancorata alle proporzioni matematiche, facendo dell'altezza del corpo umano il parametro di misurazione della forma. I primi due libri trattano della costruzione matematica e geometrica delle forme, mentre i restanti, attraverso ardue considerazioni di geometria spaziale, discorrono della variazione e del movimento. Riccardi, I/1, 569-570: "Bella e rara edizione". Adams, D-1055. Mortimer Italian, 169. Graesse, II, 452. Brunet, II, 914. Wellcome, II,1920. Bohatta, 28. Meder, p. 289. Choulant-Frank, pp. 143-147. Cicognara, 321. Bestermann, Old Art Books, 34. Durling, 1299. B. Röhr, History and bibliography of artistic anatomy, pp. 58-59 e 377: "The first illustrated treatise on proportions". Schlosser-Magnino, 274. Bookseller Inventory # 16577
Book Description: In Roma, per Antonio Salamanca et Antonio Lafrery, 1560., 1560. Cm. 30, cc. (18) 154. Bellissimo frontespizio figurato, capolettera, testate e 42 belle tavole anatomiche a piena pagina incise in rame. Legatura in mezza pergamena settecentesca; titoli al dorso e carte di guardia recenti. Angolino in basso a destra del frontespizio e delle prime due carte reinterato (solo nella parte bianca); un tarletto richiuso al margine bianco di alcune carte; uno strappetto richiuso (senza partcolare danno) alla carta 59; alcune macchiette marginali che sfiorano il testo. Esemplare nel complesso marginoso e ben conservato. Si tratta della rara edizione originale in lingua italiana che presenta le tavole prese dal Vesalio. Cfr Wellcome I, 6476; Waller 9800; Choulant, Anat. S. 205; Haller I, 215; Hirsch/H. I, 122; Cushing: ".the first Italian rendering of Valverde, was translated by one Antonio Tabo under Valverde"s supervision. The elaborate title-page was engraved by Niccolo Beatrici. The 42 engraved copperplates of the Spanish edition reappear unchanged and a few small woodcuts are added on the margins of the text. As with the Spanish edition, the plates are for the most part copies of Vesalius". Bookseller Inventory # LVatm60553
Book Description: Venetiis, per Andreas de Bonetis de Papia, 1485., 1485. Fo picc., perg. con nervi. Cc.213. Alc. mende restaurate artigianalmente alla 1a carta (al verso la poesia di Mambritius Boninus, 2a carta rimarginata in parti bianche, leggere macchie seppiacee alle ultime 3 carte (testo peraltro leggibilissimo), per il resto ottimo fresco es. con buoni margini. Rarissima primitiva edizione di cui non abbiamo traccia nelle biblioteche italiane e nelle molte estere consultate di questa celebre opera scritta nel 1053. Hain, 12379. ATTENZIONE: la nostra libreria è specializzata in stampe, incisioni, cartoline ed ephemera in generale. Si prega di leggere attentamente la descrizione per indiviuduare la tipologia di articolo (xil= xilografia, lit. = litografia, ecc.). In caso di dubbio contattattateci. PLEASE NOTE: our specialties are maps, prints, and ephemera. Please read carefully the item description: ( xil.= xylography) stampa= print, fotografia= Photograps, Manifesto/locandina= poster, stralcio da periodico= loose magazine pages ). Bookseller Inventory # 15191
Book Description: Mantova, Paulus de Butzbach 30 marzo 1480, 1480. Folio (cm 30), solida legatura settecentesca in tutta pelle maculata, dorso ornato con tassello. Bellesemplare marginoso e fresco, con sporadiche rubriche coeve in rosso alle prime carte. Cc. 114 (di 116), mancano la prima e lultima carta, entrambe bianche; due fogli (I2 e I7) bruniti per la qualità della carta. Prima edizione del commento del grande frate francescano (1270-1349), i cui commenti alle Sacre scritture furono ampiamente diffusi in epoca medioevale. Questo in particolare che riguarda gli atti degli Apostoli, è impresso per la prima volta, con un inusuale impianto tipografico su due colonne, nel carattere semibastoncino adoperato dal Butzbach. BMC, VII-932; Hain-Cop., 10395, Goff, N-115; IGI, 6824. Bookseller Inventory # COstol6012
Book Description: (u5v):Hoc opus impressum fuit [Venetiis] [Philippus Pincius] 1496 die iii martii, 1496. incunabolo, oratoria Insunt praeterea paradoxa: de amicitia: de senectute: cum interpretibus suis folio piccolo ; 30.5x21.5 cm., CLVII cc. (a-t8-u6) u5r:registrum, bei capilettera con figure allegoriche, legatura secolo XVIII, in piena pergamena, con angoli, fregi e titolo in oro su bottello al dorso, f 3 e u restaurate senza perdita di testo, alcune pagine risultano uniformemente brunite, angolo inferiore interno segni di umidità, con tracce di muffa alle prime cc., manca u6 bianca, buoni margini, barbe al taglio longitudinale, in latino Hain 5280* = H 5250 ; Goff C610 ; IGI 2919; IBP 1583; BMC V 497;GW 6966. Bookseller Inventory # 8836
Book Description: Venetiis per Simonem Papiensem Bivilaquam 1503, 1503. Vita Petrarche edita per Hieronymum Squarzaficum Alexandrinum. Epistole rerum senilium. Item epistole (.) eiusdem poete. De ignorantia suiipsius et multorum. Un volume in buonissimo stato di conservazione (fatta eccezione per i gravi difetti alla legatura). Contiene alcuni tra i più importanti componimenti in prosa e in poesia del P., in particolare le Epistole senili, le E. familiari, lAfrica, il Bucolicum Carmen, il De vita solitaria ecc. Dal confronto con la segnatura mancano le cc.: C1,8; E4,5; G4,5; O3,4,5,6; V4,5; X4,5; a4,5; b2,3,4,5,6,7, k2,7; y2,3,6,7. Strappo al taglio davanti dell occhietto, tagli bruniti in modo variabile, ma mai grave. Contiene anche il Bucolicum Carmen commentato da Benvenuto da Imola, con occhietto e colophon (in questo leggiamo "per me Marcum horigono de Venet." e la data, evidentemente errata, 1406). Gore di umido alle ultime cento carte circa. Per richiedere immagini dettagliate vi preghiamo di conttare la nostra libreria. Bookseller Inventory # trbrit5563
Book Description: /cm. 33, 00): Legatura Mezza Pergamena antica, ben restaurata, piatti ricoperti da fogli dell'Index della Cronica di Norimberga del 1493; cc. 208 n.n. (di 222), carattere romano, 40 linee, spazi per lettere capitali.Mancano le prime 8 carte, segnate a + b1 e b8 + le ultime 4 carte: in totale 14 carte. Una macchia interessa 5 carte interne, al terzo libro; con lettera capitale a tempera azzurra danneggiata; una lieve ombreggiatura all'angolo bianco basso di alcune carte interne, altrimenti esemplare bellissimo, nitido e a grandi margini di questo capolavoro tipografico., 1493. Incunabolo celeberrimo per la storia di Italia e di Firenze, dalle origini al 1401, scritta dal grande umanista aretino Leonardo Bruni. Contiene, tra l'altro, le piu antiche notazione biografiche su Dante Alighieri. La traduzione dell'Acciaiuoli apparve nel 1476; questa nostra seconda edizione, a dire del Moreni, è "forse piu bella della prima". Spesso contiene anche l'opera di Poggio Bracciolini "Historia florentina", 1492, ma molti repertori le notano separate. Vedi Olschki "Monumenta Typogr." n° 175 e 175/a e Olschki "Incubola Typogr." cat. 94 (1915), n° 26 e 27, dove una copia scompleta della sola parte del Bruni è venduta a caro prezzo. - Moreni I° 175; Hain 1563; Goff B 1248; IGI 2203; Pellechet 1116; GW. 5613; Proctor 6197; Oates in Cambridge 2354; Harvard 2905; BMC VI 649. Bookseller Inventory # UNSTnc5535
Book Description: Venezia Melchiorre Sessa 1513, 1513. Segue: Avenzoar, Abhomeron Abynzohar Colliget Averroys Un volume in buono stato di conservazione. Ex libris e note relative all acquisto del precedente possessore sul contropiatto, note di possesso antiche al front. Bella marca tipografica di Sessa con un gatto che tiene in bocca un topo, sormontato da una corona e dalle iniziali MS. Front. in rosso e nero. Velatura allangolo superiore delle prime e delle ultime 20 carte circa. Gore di umido molto evidenti, ma che non interessano il testo alle ultime due decine di cc. Segue, legato insieme: (occhietto) Abhomeron Abynzohar Colliget Averroys (explicit: correctus atque emendatus per.Hieronymum Surianum), Venezia, Gregorio de Gregori 1514. Opera di Avenzoar medico, letterato e giurista, nato a Siviglia nel 1092 e ivi morto nel 1161, maestro del filosofo Averroè. Lesemplare e completo, ma presenta una posposizione dei fascicoli da c. 33 a c. 68, opportunamente segnalata a margine da un antico lettore. Bookseller Inventory # inPgu50061
Book Description: Venetiis, per Philippum de pinciis [sic] Mantuanum, 1493 pridie idus Aprilis., 1493. In-folio (301x205mm), cc. 187 non numerate, legatura del secolo decimonono in mezza pergamena e angoli con titolo, fregi e filetti in oro su tassello in pelle bionda al dorso. Piatti in cartone a spruzzo rosso, tagli marmoreggiati in policromia. Spazi guida per i capilettera, explicit tipografico al colophon; 61 linee di testo per carta. Eccellente esemplare, presentante solo qualche occasionale quanto lieve alone o brunitura, soprattutto alle prime carte, di scarsissima entità. Editio princeps del "De Ortographia" del Valla e prima edizione dell'"Ortographia" del Tortelli impressa dal veneziano Filippo Pincio. Hain Copinger, 15572 e 15577. Goff. T-401. STC Italian Books, 676. British Museum Catalogue, V, 494. Polain, 3796. Proctor, 5296. BSB-ink, T-390. Olschki, Choix, 12403. Bookseller Inventory # 10196
Book Description: Venetiis s.n. 1499, 1499. incunabolo, guerra giudaica Tabula de Antiquitatibus ac De bello Iudaico 29x21 cm., [13], CCLX cc., capilettera figurati grandi e piccoli, legatura in mezza pelle,piatti in carta decorata, dorso con fregi e titolo oro e tassello carta biblioteca; tagli screziati celeste, annotazioni coeve manoscritte ai margini in alcuni punti rifilate, tarli diffusi senza danno, gora alle prime 13 cc., una macchia alle ultime cc., mutilo delle cc. b6, Z6, KK8 di cui le prime due presumibilmente bianche, colophon abraso, in latino L'ipotesi più probabile è che quest'opera sia una copia delle"De Antiquitatibus ac de bello Judaico" stampate a Venezia nel 1499 al cui colophon si legge:Per Albertinum Vercellensem, expensis O. Scoti et fratris ejus MCCCCXCIX die XXIII Octobris. Le segnature dei fascicoli [a8,b6,A-Y8,Z6,AA-KK8] corrispondono infatti alla descrizione di questo esemplare conservato presso la British Library. Non è escluso che possa trattarsi anche di un'edizione successiva,(Venetiis: excussit formis Gregorius de Gregoriis,1510 die XXIX mensis Octobris). Hain, 9455. Bookseller Inventory # 12679