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1. Opera. [nella traduzione e con il commento di Marsilio Ficino]
Plotinus
Bookseller: MEDA RIQUIER RARE BOOKS
(LONDON, , United Kingdom)
Bookseller Rating: 4-star rating
Price: £ 31029.64
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Book Description: filosofia - incunabolo 9 maggio 1492, Firenze, 1492. In-folio (332x218 mm.), [441] carte, manca la prima bianca. Collazione: a10, b8, c-n10, pq10, r-z10, &10, aa-uu10, [*2]. Colophon:MAGNIFICO SVMPTV LAURENTII / MEDICES PATRIAESERVATORIS / IMPRESSIT EX ARCHETYPO / ANTONIVSMISCOMINVS / FLORENTIAE / ANNO M CCCC. LXXXXII /NONIS MAI. Carattere romano (112 R), testo su una colonna di 45linee, spazi per iniziali con letterine guida, marca tipografica di Miscomini al piede del colophon. Legatura inglese dell’inizio del secolom XIX in marocchino blu, i piatti inquadrati da una elaborata cornicedorata che ne racchiude una più interna con impressioni a secco, dorso riccamente decorato in oro con titolo e dati tipografici, dentelles dorate, tagli in oro. Provenienza: una antica firma lavata alla prima carta, Sir John Hayford Thorold (ex libris), Syston Park (ex libris), J.W. Pease, Lord Wardington (ex libris al contropiatto posteriore). Ottimo esemplare, la prima e l’ultima carta sono state lavate, due antichi restauri nei margini bianchi all’inizio e alla fine.Minime abrasioni alle cerniere della legatura Editio princeps delle Enneadi di Plotino (Licopodi ca. 205-270), precedute dalla vita dell’autore ad opera di Porfirio, suo discepolo che ne aveva raccoltogli scritti in un corpus omogeneo destinato a divenire il primo testo neoplatonico. Il pensiero di Plotino esercitò una azione determinante e duratura su mistici e metafisici cristiani, ebrei, musulmani e gnostici e fu considerato anche il precursore della psicoanalisi e lo scopritore dell’inconscio; con la sua dottrina della «doppia anima» influenzò fortemente pensatori come R.W. Emerson, C.G. Jung e I.M. Blanco. La traduzione dal greco ed il commento sono opera di Marsilio Ficino (Figline 1433-1499) massimo filosofo del Rinascimento fiorentino e figura centrale di quell’Accademia platonica, fondata a Firenze grazie al mecenatismo di Cosimo de’ Medici, e che ispirò poeti, pittori, architetti e musicisti rinnovando le arti attraverso il recupero della classicità. Ficino iniziò a dedicarsi alla traduzione e al commento delle opere di Plotino nel 1484, su esortazione di Giovanni Pico della Mirandola e del suo stesso mecenate, Lorenzo de’ Medici cui l’opera è dedicata. «il Plotino ficiniano, quel Plotino che si diffonderà in tutta Europa, e non solo nel Cinquecento,ma lungo il Seicento, dai Platonici di Cambridge a poeti metafisici come Traherne, e poi nel Settecento in testi come la Siris di Berkeley, e infine nella meditazione dei romantici tedeschi – questo Plotino è l’ultimo frutto dell’estremo Quattrocento fiorentino teso fra i sogni irenici della pia philosophia e le più torbide fantasie magiche e teurgiche [ ] L’esegesi di Plotino diventa lettura in trasparenza, ossia ritrovamento di un archetipo arcano, che Plotino ha liberato dai veli poetici e che Ficino torna a vestire di forme che lo rendano accessibile [ ] Il commento ficiniano è una sistematica riduzione di Plotino entro una prospettiva fedele insieme e infedele [ ] proprio per lo spostamento, a volte sottile e quasi sfuggente, del centro dell’intera ricerca – che non è più l’Uno ma l’anima, non Dio ma l’uomo» (E.GARIN, Plotino nel Rinascimento, in Atti del convegno internazionale sul tema: Plotino e il neoplatonismo in Oriente e in Occidente Roma 1974, p. 548). Ficino inserì dunque Plotino nella propria concezione e rivestì la propria filosofia di abiti plotiniani. Buona parte del commento riguarda argomenti di magia e astrologia, sul cielo e gli influssi celesti, sull’anima e l’immortalità, sull’uomo e sul mondo, sulle stelle e il fato, su alchimia e demonologia. «Si potrebbe dimostrare che il Ficino ha modificato deliberatamente lo schema plotiniano, in parte per renderlo più simmetrico, in parte per attribuire il posto privilegiato al centro di esso all’anima umana, assicurando così una sorta di oggettivazione e sensazione metafisica a quella dottrina della dignità dell’uomo che aveva ereditato dai primi umanisti» (P.O. KRISTELLER, Otto pensatori del Rinascimento italian. Bookseller Inventory # 001

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2. Calculationes.
SUISETH (Swinshead Richard Raymond).
Bookseller: AMOR DI LIBRO DI MILA SERMI
(PISTOIA, , Italy)
Bookseller Rating: 3-star rating
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Book Description: Papiae, per Franciscum Gyrardengum, 1497., 1497. Fo, perg. Cc.80. Es. lavato, picc. restauri con sbiaditure e perdita di pochissime lettere di testo in principio, ma nel complesso veramente buono. L'A., detto Calculator, fu il p? famoso matematico del tempo e l'opera matematica con varie note di fisica (caldo, freddo, secco) ? importantissima per aver introdotto la teoria dei flussi ripresa da Newton e vari altri concetti che sono ancora oggi fondamentali. Hain 15138 - Smith "Scarce as a withe raven" riferendosi alle 3 ed. in incunabolo. Rarissimo. ATTENZIONE: la nostra libreria è specializzata in stampe, incisioni, cartoline ed ephemera in generale. Si prega di leggere attentamente la descrizione per indiviuduare la tipologia di articolo (xil= xilografia, lit. = litografia, ecc.). In caso di dubbio contattattateci. PLEASE NOTE: our specialties are maps, prints, and ephemera. Please read carefully the item description: ( xil.= xylography) stampa= print, fotografia= Photograps, Manifesto/locandina= poster, stralcio da periodico= loose magazine pages ). Bookseller Inventory # 06513

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3. Sermone quadragesimale de poenitentia.
CARACCIOLUS ROBERTUS.
Bookseller: libreria antiquaria perini
(verona, IT, Italy)
Bookseller Rating: 1-star rating
Price: £ 14698.25
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Book Description: Franciscus Renner de Heilbronn,, Venezia, 1472. Folio (260x190); carte non numerate 270 stampate con carattere romano su 36 righe, 36 grandi iniziali in rosso e blu, con estensioni, su quattro righe, 240 iniziali a due righe della medesima fattura. Legatura in pergamena antica con titolo manoscritto al dorso. Edizione fra le prime di questa opera, stampata anche da Pannartz a Roma e Vindelino Da Spira a Venezia nel medesimo anno. Prima opera in cui compare il nome di Renner come stampatore. Franz Renner operò a Venezia dal 1471, inizialmente da solo, poi con Nicolaus de Francfordia e Petrus de Bartus. Dal 1478 ricominciò a stampare per proprio conto fino al 1483. Il carattere usato per questa opera fu utilizzato da Renner solo fino al 1472, venendo quindi sostituito. Bellissimo esemplare genuino riccamente rubricato e miniato, ampi margini. Qualche saltuaria fioritura della carta, restauro all'ang. di poche carte. Provenienza: Walter Goldwater.IGI, 2471; Hain 4428; BMC V, 191; Goff C-168; GW 6063; Proctor 41555. Bookseller Inventory # 2102

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4. Sermones quadragesimales de legibus dicti.
DE UTINO LEONARDO (MATTEI L. )
Bookseller: libreria antiquaria perini
(verona, IT, Italy)
Bookseller Rating: 1-star rating
Price: £ 14698.25
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Book Description: Franciscus Renner de Heilbronn e Nicolò de Frankfo, Venetia, 1473. In Folio (290x200); 404 carte con testo su 52 righe in doppia colonna, 1 grande iniziale blu a dieci righe, miniata in rosso, oro e verde, 46 iniziali simili a 6 righe, rubricature a due righe in rosso. Legatura coeva in assicelle, dorso originariamente in pelle, ricoperto successivamente con pergamena, piatto post. ricoperto in pelle di daino, titolo e numero di scaffale manoscritti al dorso. Prima edizione dei sermoni del frate domenicano; Leonardo Mattei fu celebre teologo a Bologna ed ebbe notevole importanza nei Concilii di Firenze e Ferrara; lasciò molte raccolte di sermoni, che sono un grande esempio di insegnamento Scolastico, raccogliendo commenti di autori classici e medioevali, oltre che di Padri della Chiesa. Esemplare freschissimo, ad ampi margini. Prima carta con strappo restaurato, fori di tarlo ed altri difettini, sporco sup. al recto. Qualche saltuaria macchiolina alcune annotazioni coeve, altre posteriori, marginali Il piatto post usurato, quello ant. nudo, evidenti tracce di fermagli, qualche difetto al dorso. Provenenza: Basilius de Clinate, monaco cistercense: postille coeve- Varese, monastery of Sancta Maria Annunziata: annotazioni e monogramma di possesso al frontespizio- Ex libris De Cardenas e Walter Goldwater- Swann Galleries, 5 Dicembre 1985, lotto 9.H 16117*; BMC V, 192 (IB. 19833); BSB-Ink L-120; CIBN L-135; Goff L-143. Bookseller Inventory # 2092

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5. Scriptum super secundum Sententiarum.[edito da Thomas Pencket]
Bonaventura
Bookseller: MEDA RIQUIER RARE BOOKS
(LONDON, , United Kingdom)
Bookseller Rating: 4-star rating
Price: £ 13065.11
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Book Description: religione - incunabolo, Venezia, 1477. In-folio (291x202 mm), [336] c., la prima bianca. Carattere gotico (77 G), testo su due colonne di 50 linee, spazi per iniziali con letterine guida. Alla prima carta di testo una grande iniziale su venti linee in rosso e verde, tutto il testo rubricato con iniziali di diversa grandezza. Legatura inglese dei primi anni del XX secolo in marocchino bordeaux, i piatti inquadrati da una decorazione geometrica impressa a secco, dorso a quattro nervi con titolo in oro. Provenienza: Monastero di Botendale (iscrizione del XV secolo alla prima carta); Marburg (nota alla prima carta); Albert Herman (monogramma); Willialm Foyle (ex libris). Bell’esemplare, le prime e le ultime carte presentano nei margini qualche foro di tarlo anticamente riparato, uno strappo nel margine bianco della carta g2, qualche postilla di mano coeva. Abrasioni ai piatti e agli angoli della legatura. Seconda edizione, uscita a brevissima distanza dalla prima (Treviso 1477), del commento di San Bonaventura al secondo libro delle sentenze di Pietro Lombardo. Composti intorno al 1150 i Libri Sententiarum di Pietro Lombardo rappresentano uno dei testi più importanti della teologia medioevale costituendo, almeno fino alla fine del XVI, quando verranno sostituiti dalla Summa di San Tommaso, la principale base dell’insegnamento teologico. L’opera, la prima a racchiudere in un contesto organico e sistematico l’intero materiale dogmatico, ricchissima di citazioni tratte non solo dai Padri della Chiesa ma anche dai teologi contemporanei,– Pietro fu uno dei primi ad utilizzare ampiamente il Decretum di Graziano e il De fide ortodoxa di Giovanni Damasceno nella nuovissima traduzione di Burgundio da Pisa oltre alle opere di Abelardo e Ugo da San Vittore – si articola in quattro libri: nel primo si tratta dell’unità e trinità di Dio, il secondo contiene la dottrina degli angeli e della loro caduta, la creazione dell’uomo e del peccato originale oltre ad un ampia parte relativa al peccato in genere, il terzo tratta del ritorno dell’uomo a Dio per mezzo di Gesù fattosi uomo e il quarto si occupa dei sacramenti. Le Sentenze di Pietro Lombardo verranno commentate tra gli altri da San Tommaso, San Alberto Magno e John Dun Scotus; il commento di Bonaventura, composto fra il 1250 e il 1254, è concordemente ritenuto il più completo. Rinaldo di Novimagio, originario di Nijmegen in Olanda iniziò la propria attività a Venezia nel 1477 in collaborazione con il compatriota Teodoro de Reynsburch; insieme stamparono solo sei libri utilizzando due differenti tipi di caratteri gotici. Dal 1478 Rinaldo di Novimagio, sciolta la società, continuò a stampare da solo fino ad ottobre del 1495; in questo lungo periodo in cui l’attività fu più volte interrotta, provò a dedicarsi anche alla pubblicazione di autori classici utilizzando caratteri romani, esperimento questo di scarso successo se, nel breve volgere di due anni, Novimagio tornò ad utilizzare esclusivamente caratteri gotici e a stampare autori "moderni". IGI 1885; GW 4659; BMC V, 254. Bookseller Inventory # 019

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6. Graduale s(ecundu)m morem sancte romane ecclesiae : integru(m) & completu(m) videlicet d(omi)nicale : Sanctuariu(m) co(m)mune & ca(n)torinu(m) : sive kyriale. Impressu(m) Venetijs cum privilegio : cu(m) quo etiam imprimatur antiphonarium et psalmista : sub pena ut i(n) gratia MCCCCC . Marca tipografica - correctum per fratem Franciscum de Brugis ordinis minorum de observantia.
Bookseller: Studio Bibliografico Iavarone
(Napoli, NA, Italy)
Bookseller Rating: 1-star rating
Price: £ 12248.54
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Book Description: (Impressum Venetijs cura atq(ue) impe(n)s(is) nobil(is) viri Lucea(n)tonij de Giunta flore(n)tini : arte aute(m) Joan(n)is Emerici de Spira : anno incarnationis d(omin)ice : MCCCCLXXXXIX (ottobre 1499 IIII k(a)l(endas) octobris)., 1499. 3 carte non numerate e 215 numerate. Mancano, per il primo volume completo dell'opera, la carta 216 contenente parte del graduale della domenica XXIII e la carta 217 di colophon (il colophon è desunto dalla copia dell'opera esistente presso la biblioteca di Foligno, tra le poche in Italia a disporre dell'opera completa). Dalla collazione della stessa opera presente a Foligno, si desume che l'esemplare è completo di tutte le sue carte dal frontespizio alle altre due cc.non num.fino alla carta CCXV. Non possiamo inserire nella numerazione delle segnature le prime 3 carte mancanti di qualsiasi registro, per le altre carte a1-7 (registro completo nonostante la disparità dei fogli, alcune bibliografie inseriscono una delle due carte introduttive come foglio all'interno di tale registro), B1-8; fino a F1-8 poi G1-7; H1-8; I1-7; K1-8; L1-7; poi M1-8 fino a S1-8; poi T1-10; Pgreco II, 1-5, mancano le ultime due carte del primo volume e complessivamente le ultime 3 dell'ultimo registro segnalato, ove probabilmente era inserita una carta bianca. Difatti per un'identica opera collazionata alla bibl.della N.Y. University, le segnature della seconda parte il "Sanctorale" ripartono dalla lettera A. Primo volume dell'opera, a se stante per quanto riguarda il "Graduale temporale", la seconda parte riporta difatti la sezione "Sanctorale". L'opera completa sarebbe risultata di 381 carte complessive (la parte "Sanctorale" segue la numerazione della parte "Temporale"). Tarli perfettamente restaurati al taglio alto delle prime 3 carte ed al taglio basso del Graduale vero e proprio, quasi mai sono lesi i caratteri tipografici. Dimensioni del volume: cm. 48 x 34 ca. (le dimensioni dell'opera collazionata sono differenti a seconda della biblioteca o del bibliografo curatore, ad esempio il Camerino riporta cm. 54 x 36; la copia del British Museum è di cm. 54 x 38, la copia della Biblioteca di Washington di cm. 52 x 36). La pagina di frontespizio è stampata in caratteri rossi (di tipo gotico) di corpo 24, marca tipografica con giglio inserito in triplice filettatura e con le iniziali L.A. (di cm. 6 x 8,5). Verso del frontesp. Intitolato: "Frater Fra(n)ciscus de Brugis ordinis mino(rum) observantiu(m) de p(ro)nuncia sancti Antonij: ad cantores prefatio"; vrso stampato in caratteri ad inchiostro nero di tipo gotico (con spigolature molto addolcite) in 51 righe con caratteri di corpo 16; le altre 2 carte sono stampate con caratteri della stessa tipologia ma di corpo 10, con righe di paragrafo stampate ad inchiostro rosso, rubriche (3 in totale) ad inchiostro rosso e nero, esempi di musica notata a caratteri rossi e neri, le prime 3 carte riportano 2 capilettera incisi in negativo (con lettera in chiaro) di cm. 3 x 3 e 4 x 4 (i due con doppia filettatura all'esterno, con motivi floreali il primo e con figure antropomorfe il secondo). Le 215 carte del graduale sono tutte elegantemente impresse in rosso e nero, su ogni foglio sono riportate 7 righe notate al cui margine superiore sono inseriti i versi cantati, stampati in due colori in caratteri gotici di corpo 24ca., inoltre nelle 215 carte sono inseriti 8 splendidi capilettera animati, incisi elegantemente su legno, incorniciati in doppia filettatura, riproducenti scene tratte dalla vita di Gesù (realizzati in nero) di cm. 10 x 12. Sono inserite nel Graduale numerose rubriche stampate ad inchiostro rosso e nero. Il Graduale rappresenta uno dei massimi monumenti tipografici della fine del XV secolo, il tipografo infatti riuscì con quest'opera nell'ambizioso progetto di sostituire gli amanuensi, anche nella realizzazione di opere con musica notata. Bibliografia consultata: BM 15th cent.vol.V: 541; Bohatta Lit.Bib.: 704; Camerini - Massera n.46; Essling 1208; Goff: G-332; Graesse III:128; Hain 7844; IGI 4357; Landau vol.I:527; Panzer 5288; Pellechet 5288; Proctor 5502; Rosenthal (edizione del 1949) n.2259; Sajo-Soltesz 1437; Sander 3211. Sono segnalate copie nelle seguenti biblioteche: Berkley UC; Budapest (c. Bookseller Inventory # 33878

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7. La Venaria Reale. Palazzo di piacere, e di caccia ideato dall'Altezza Reale di Carlo Emanuele II, Duca di Savoia Re di Cipro. Disegnato, et descritto.
Castellamonte Amedeo di
Bookseller: Gilibert Libreria Antiquaria
(Turin, a., Italy)
Bookseller Rating: 4-star rating
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Book Description: in Torino, per Bartolomeo Zappata, 1674., 1674. In-folio (280x205mm), pp. 99 pagine numerate (compresi l'antiporta, il frontespizio nonché il ritratto della duchessa Giovanna Battista di Savoia-Nemours, cui il volume è dedicato, anch'essi incisi su rame), legatura coeva p. pelle marrone con titolo, filetti e decori floreali e ornamentali in oro su dorso a sei nervi. Antiporta figurata incisa su rame con scene di varia cacciagione, frontespizio egualmente in calcografia con titolo entro svolazzi con putti, figure di cani da caccia e cinghiali stilizzati, un ritratto f.t. in principio della Duchessa Giovanna Battista di Savoia-Nemours in veste di Diana cacciatrice. 62 magnifiche tavole f.t. incise a bulino e all'acquaforte; 5 illustrazioni sono impresse su foglio più volte ripiegato, mentre le rimanenti si presentano su foglio semplice o su foglio doppio. Il tutto è inciso con estrema finezza da Georges Tasnière, da disegni e dipinti di artisti come Gian Francesco Baroncelli, Jan Miel, il Sacchetti, il Branbil ed altri ancora. La prima c. di testo consiste in un sonetto di Pietr'Antonio Arnaldo dedicato a Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours e racchiuso entro cornice xilografata a decori floreali. Firma settecentesca in parte cassata al verso della prima c. bianca. Usuali fioriture e bruniture, qualche traccia d'uso, restauri al verso di alcune tavole, un po' rifilato, ma in bello stato conservativo nel complesso. Edizione originale, di estrema rarità completa dell'intero apparato iconografico, di quello che è ritenuto, tipograficamente, il più bel libro del secolo barocco in Italia. Dopo la fine dei lavori di edificazione della reggia di Venaria Reale (la residenza venatoria sorse, assieme alla città che da essa prende il nome, a partire dal 1658, per volontà del Duca Carlo Emanuele II di Savoia), il suo architetto, Amedeo di Castellamonte, volle celebrare la propria impresa architettonica con il presente libro, fingendo di descrivere la propria opera al Bernini attraverso l'artificio di un dialogo letterario. Il libro, che servì per propagandare la magnificenza della residenza barocca presso le corti d'Europa, costituisce anche un prezioso documento storico, in quanto illustra un monumento che oggi si presenta in forme assai mutate. Il corredo illustrativo integra magnificamente il testo: le grandi vedute generali del palazzo, del parco e della cittadina sono accompagnate da immagini di splendide fontane, sculture e parterres. Grande attenzione viene inoltre prestata alle tele e agli affreschi che decoravano gli appartamenti della reggia, con particolare riferimento al salone centrale, detto "di Diana". ".Difficilmente si trova completa di tutte le tavole descritte. L'opera è importante per molti aspetti: essa offre un'idea esatta di una villa di diporto e di soggiorno del XVII secolo, con i suoi giardini, le sue fontane, le sue scuderie e tutti gli accessori per feste, caccie, ecc.; in secondo luogo ci dà l'architettura, gli apparati della residenza ducale della Venaria (presso Torino) architettata dal Castellamonte stesso, in parte distrutta dalle truppe francesi del Catinat nel 1693 e rinnovata poi dal Juvarra; inoltre, ci rappresenta nelle sue meravigliose tavole tutti i nobili e le dame della corte di Torino, a cavallo e in costume da caccia, disegnati con squisito buon gusto" (Vinciana). Peyrot, Torino nei secoli, I, n. 51 (con dettagliate descrizioni cui rimandiamo delle piante e vedute di Venaria). Souhart, 89. Berlin Katalog, 2621. Cicognara, 3982. Brunet, I, 1264: "Ouvrage fort recherché à cause des estampes". Schwerdt, I, 98: "Copies of this book with plates complete, are difficult to find". Vinciana, 31. Olschki, Choix, 2458. SBN segnala sei copie in biblioteche pubbliche piemontesi, di cui due mutile di gran parte delle tavole. Bookseller Inventory # 12474

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8. Opus Martiani Capella de Nuptijs Philologie et Mercurij libri duo. De Grammatica. De Dialectica. De Rhetorica. De Geometria. De Arithmetica. De astronomia. De Musica libri septem.
CAPELLA, MARTINANUS
Bookseller: Studio Bibliografico Paolo Rambaldi
(Molinella, Bo, Italy)
Bookseller Rating: 3-star rating
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Book Description: Vicenza, Enrico di Sant’Orso 1499, 1499. Folio (cm 31.5), mezza pergamena ottocentesca con angoli, lievi bruniture per la qual. della carta, alcuni legg. aloni, il fascicolo ‘c’ legg. più corto, peraltro esemplare con ampi margini. Cc. 124 in carattere romano. Editio princeps di quest’opera di grande importanza storica, il ‘De Nuptiis’ è una enciclopedia dell’erudizione classica, ed una fonte del platonismo e della filosofia ermetica. L’opera è costruita su un impianto fortemente allegorico (l’ascesa al cielo della Filologia con le sette arti liberali per sposare Mercurio, cioè l’eloquenza), e riprende temi e spunti da altri scrittori, come Apuleio e Varrone. È strutturata in due parti distinte: i primi due libri sono interamente incentrati sulla cornice narrativa, densamente popolata di figure allegoriche, con la narrazione della ricerca di una moglie da parte di Mercurio e la presentazione di Filologia, la sposa designata, al concilio degli dei; la seconda parte è articolata in sette libri, in ciascuno dei quali è esposta una delle arti liberali, dapprima quelle del trivio (grammatica, dialettica, retorica), poi quelle del quadrivio (geometria, aritmetica, astronomia, musica). Dalla tarda antichità, ma soprattutto dall’ età carolingia all’ età rinascimentale, le ‘Nozze’ furono ampiamente usate come libro di testo e come punto di riferimento indispensabile per lo studio delle discipline liberali. Un tratto peculiare di quest’opera è la lingua, ricca di volgarismi, metafore pesanti e frequenti figure retoriche, tanto che il testo subì tra Medioevo e Rinascimento numerose manipolazioni. L’autore, africano di Cartagine, pagano (o almeno non cristiano), era un avvocato, divenuto scrittore in età avanzata. Visse tra due avvenimenti nefasti per la storia romana: il sacco di Roma del 410 e il sacco di Cartagine, compiuto dai Vandali nel 439. Secondo uno studio recentemente pubblicato da Giovanni Reale, la celebre Allegoria della Primavera di Botticelli (agli Uffizi) sarebbe una trasposizione pittorica del ‘De Nuptiis’. Hain/Cop. 4370*; Klebs 668.1; Smith, Rara arithmetica p.66; Pellechet 3224; Polain, Belgique 967; IBE 1421; IGI 2426; IBP 1392; Voulliéme, Berlin 4602; Rhodes, Oxford Colleges 502; Proctor 7174; BMC VII, 1048; XII 74. Bookseller Inventory # PEusol1328

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9. SERMONES MEFFRETH. AL'S ORTULUS REGINE DE TEMPORE ET DE SANCTIS 1.Pars Hyemalis - 2.Estiualis - 3.De Sanctis
MEFFRETH
Bookseller: ALFEA Rare Books
(Milano, MI, Italy)
Bookseller Rating: 3-star rating
Price: £ 9798.83
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Book Description: s.n. 1487 prima del, 1487. incunabolo rubricato, sermoni 33x21.5 cm., in folio, [315] ; [231] ; [197] cc., interamente rubricato in rosso, eccetto per l’iniziale del prologo del De Sanctis, in verde e rosso., I tre volumi hanno legature differenti: De Tempore (vol. 1-2), legature recentemente restaurate in pergamena dei secoli XV e XVII ; De Sanctis: legatura coeva di ambito nordeuropeo con piatti in legno, pelle di scrofa con disegni geometrici incisi a secco sui piatti, testo a due colonne, 55 linee, alcune note manoscritte dei secoli XV e XVI: glosse a margine, note di possesso di mano quattro e cinquecentesca, alcune glosse presumibilmente del secolo XV, tarli ai piatti e ad alcune carte, in parte restaurati, al vol. terzo De Sanctis: pregiudizio ad alcune lettere, peraltro superbo stato di conservazione, straordinaria freschezza, con ampi margini, in latino I sermoni di Meffreth o Ortulus Reginae (i.e. Chiesa) è l’unica opera di questo scrittore, del quale poco o nulla si sa, se non quello che lui stesso ci ha lasciato nel prologo di entrambe le parti delle sue opere. Da ciò si desumono anche gli anni di composizione dell’opera: nel 1443 fu terminata la parte De Sanctis, e subito dopo venne iniziata la parte De Tempore (hyemalis – aestivalis) nella quale fino al Sermone 96 ossia la XX domenica post trinitatis (cfr. pars Hyemalis, verso c. EE3) viene considerato valido l’anno 1447. Secondo Allgemeine Deutsche Biographie la stampa più antica che si conosca di questa opera è Hain 10999 (la nostra edizione), a questa seguirono ben poche altre edizioni, e precisamente: 9 edizioni nel XV secolo (Hain 11000 – 11008) ; alcune edizioni nel XVI (non una è stata rinvenuta nei repertori consultati: ADAMS, BMC, EDIT 16) ; XVII secolo (cfr. Coloniae Agrippinae, Hieratus, 1625, 3 vol. in quarto). Graesse cita altre tre edizioni nel secolo XVII, non si conoscono edizioni successive. Incerti sono anche i dati di stampa, l’unica cosa certa è che in questa, che è considerata l’editio princeps, non compaiono dati. L’ipotesi più accreditata è Basilea, Nikolaus Kesler, dopo il II VII 1486 [come riporta IGI], sicuramente prima del 1487, anno a cui risale Hain 11000. BIBLIOGRAFIA CONSULTATA: Hain 10999 ; IGI 6332 [Basilea, Nikolaus Kesler, dopo il II VII 1486] ; BMC 157, 66 [1480?] ; Allgemeine Deutsche Biographie, Berlin, 1970. 21, pp. 175-6 Graesse, IV, 464 ; BIBLIOGRAFIA CITATA: Fabricius Johann Albert, Bibliotheca latina mediae et infimae aetatis, (ed. Mansi) Florentiae, Typ. Baracchi et F., 1858-1859. V, 66. Polain, 2655. Bookseller Inventory # 3519

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10. De declaratione difficilium dictorum et dictionum in theologia et philosophya.
Armandus de Bellovisu
Bookseller: MEDA RIQUIER RARE BOOKS
(LONDON, , United Kingdom)
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Book Description: dizionari - incunabolo 30 maggio [1480], [Pavia], 1480. In-folio (287x190 mm), [66] c. Collazione: a-g8; h10. (a1r epistola proheliminaris, h8r colophon, h8v tabula). Colophon: Explicit libr Armandi die penulti-o Maii. DEO GRATIAS AMEN: Carattere gotico (69 G), testo su 2 colonne di 56 linee, interamente rubricato in rosso, grande iniziale su 8 linee in a1 r. Legatura moderna che utilizza piatti di cartone antico con tracce di manoscritto pergamenaceo, dorso in pergamena ricavata da antico manoscritto. Ottimo esemplare, lavato, molto marginoso, solo qualche carta con lievi bruniture, qualche annotazione marginale coeva, antica nota di possesso al primo folio. La prima carta presenta alcuni aloni. Editio princeps di questo fortunato glossario, opera del domenicano francese Armand de Bellvue (morto nel 1334), che ebbe altre tre edizioni nel XV secolo, e fu ristampato anche nel corso del XVI fino all’edizione di Aldo del 1586. L’opera, dedicata a Giovanni vescovo di Brescia, è divisa in tre parti: la prima ha il carattere di introduzione generale, la seconda contiene la spiegazione della terminologia usata da teologi e filosofi, la terza si riferisce alla conoscenza di Dio e alle cose sacre. Il volume risulta estremamente raro, ISTC ne censisce 14 esemplari di cui 5 in biblioteche pubbliche italiane e uno solo negli Stati Uniti. Francesco Girardengo, originario di Novi in Piemonte, stampò a Pavia, fra il 1480 e il 1484; l’anno successivo lavorò sia nella città lombarda che a Venezia e a partire dal 1486 entrò in società con Giovanni Antonio Birreta. La società, una delle più attive sul mercato editoriale pavese, si sciolse nel 1492 alla morte del Birreta; da questo momento l’attività di Girardengo divenne più sporadica e di incerta ricostruzione. Stampò fino al 1500 alternando la propria produzione fra Pavia e Venezia. IGI 855; GW 2500; BMC VII, 1003. Bookseller Inventory # 020

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11. Epigrammata. [con il commento di Domizio Calderini
Martialis Marcus Valerius
Bookseller: MEDA RIQUIER RARE BOOKS
(LONDON, , United Kingdom)
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Book Description: classici - incunabolo, Venezia, 1480. In-folio (294x202 mm), [223] c. manca l’ultima bianca. Collazione: az8; &8; A8; B-E8. (a1r bianca, a1v dedica di Calderini a Gian Francesco Gonzaga, a2r dedica a Lorenzo de’Medici, a3r vita di Marziale, a3v epistola di Plinio a Cornelio Prisco, a4r testo, E2v colophon, E3r lettera di Calderini a Corelio, E5v registrum, E6 bianca). Colophon: M. Valerii Martialis Opus: Impressum Venetiis. Anno M.CCCC.LXXX. feliciter explicit. Carattere romano (testo 115R, commento 78R); carattere greco (78GK), testo inquadrato dal commento su 63 linee. Legatura inglese della fine del XVIII sec. in vitello nocciola, dorso a cinque nervi riccamente decorato in oro, tassello in marocchino bordeaux, tagli rossi. Bell’esemplare, una lieve gora e qualche piccola macchia, qualche forellino di tarlo nelle prime e ultime carte, note di mano cinquecentesca nella prima parte del volume. Alcune abrasioni ai piatti e alle cerniere, il dorso della legatura è stato rifatto. Prima edizione degli Epigrammi con il commento di Domizio Calderini in precedenza già stampato, senza il testo di Marziale (Roma e Venezia 1474). Il Calderini (Torri del Benaco 1446 - Roma 1478) è una delle figure più interessanti dell’umanesimo romano; veronese di nascita e di formazione, giunse assai giovane a Roma attratto dall’ambiente dell’Accademia romana e dai circoli di studiosi che si raccoglievano intorno a Bessarione. Entrato in famigliarità con quest’ultimo ne divenne segretario, nel 1470 ottenne la cattedra di retorica presso lo Studio romano, dove ebbe tra i suoi allievi il giovane Aldo Manuzio («vel puer Romae, cum audirem Domitium, intelligebam», dedica a Giovanni Pontano nello Stazio del 1502) e l’anno seguente entrò a far parte della segreteria apostolica. Morì, probabilmente di peste, nel 1478. Nella sua attività filologica, strettamente correlata all’insegnamento, Calderini concentrò l’attenzione su un gruppo omogeneo di autori latini: Marziale, Giovenale, Plinio, Stazio cosa che gli consentì una ricostruzione abbastanza precisa dell’ambiente storico e culturale della latinità argentea. Attingendo a nuove fonti sia greche che latine – grazie alla famigliarità con il cardinale Bessarione aveva infatti accesso alla sua biblioteca ricchissima di codici – cercò di sostituire il metodo combinatorio, fondato sulla comparazione delle testimonianze di una pluralità di fonti, all’esegesi medioevale e alla parafrasi dei commentatori tradizionali. La giovane età, la brama di fama e successo lo condussero spesso nei suoi commenti ad uno sfoggio eccessivo di erudizione affastellando, nelle note ai testi, una moltitudine sovrabbondante di notizie e informazioni. Proprio il suo commento a Marziale lo fece entrare in polemica con Nicolò Perotti che contemporaneamente a Calderini stava preparando insieme a Pomponio Leto un’edizione del poeta latino. Insofferente alle critiche del rivale, minacciò di pubblicare, in breve volgere di tempo, gli oltre duecento errori in cui il suo oppositore era incorso nel commento e nella traduzione di Polibio. Di questa polemica rimane traccia nel commento calderiniano a Marziale che contiene una Defensio cum recriminatione in calumniatorem commentariorum Martialis in cui l’umanista veronese si difende dalle accuse del Perotti. Nulla sappiamo di questo stampatore, identificato proprio in riferimento all’edizione di Marziale, che nel 1480 pubblicò tre soli libri – le Epistole ad familiares di Cicerone con il commento di Ubertino da Crescentino, il Marziale e le Saturae di Persio con il commento di Bartolomeo Ronzio – accomunati dal fatto di essere tutti e tre prime edizioni dei testi commentati. Dal punto di vista tipografico possiamo notare che la combinazione dei due caratteri romani usati per il testo e il commento rappresenta una assoluta novità; ciò rende ancor più problematica l’identificazione dello stampatore per il quale sono stati proposti i nomi di Andrea de Paltasichis (Proctor) e, forse più coerentemente, quello di Nicola Girardengo. IGI 6222; Bookseller Inventory # 021

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12. De astrologica veritate. Et in disputationes Ioannis Pici adversus astrologos disputationes.
BELLANTI LUCIO.
Bookseller: libreria antiquaria perini
(verona, IT, Italy)
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Price: £ 8982.26
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Book Description: Gerardo da Haarlem, 1498., Firenze, 1498. In Folio (285x193); carte 126 non num. Carattere tondo italico. Pergamena settecentesca, tagli rossi. Ottimo esemplare molto ben conservato, marginoso con rare carte che presentano lievissime fioriture. Rarissima edizione originale (a cui seguiranno quella del 1502 e quella di Basilea del 1554) in prima tiratura (vedi esemplare Dibner) priva della pagina di errata e della bianca finale.Raccoglie due importanti opere sull'astronomia: il proprio trattato a favore dell'astrologia in cui Bellanti, astrologo senese, fornisce un quadro completo della scienza astrologica e le sue critiche al libro di Pico "Adversus Astrologos"; nella prima opera indica come compiere le divinazioni e fare le previsioni grazie allo studio degli astri, analizza il rapporto fra astrologia e matematica, descrive le caratteristiche del cielo, dello zodiaco, dei pianeti. Utilizzando gli apporto degli antichi astronomi, egli compone una vera e propria Summa astrologica, punto costante di riferimento per gli studiosi posteriori. Nella seconda opera Bellanti critica le posizioni di Pico nei confronti dell'astrologia, secondo questi, unitamente a Savonarola, contraria alla religione cattolica.E' questa l'unica opera conosciuta stampata da Gerardo da Haarlem. Come accennato in questa tiratura mancano le ultime due carte, rispetto alla definitiva, che alla fine porta l'errata e la bianca con segnatura *. Molti esemplari nelle maggiori biblioteche presentano questa particolarità, da cui si evince che vi furono due tirature.Thorndike, IV, 541-542: "Bellanti cited Aquinas and Scotus in support of astrology, but censured various past astrological writers such as the arabic astrologers, Albumasar and Haly, Abraham Judaeus and the latin Guido Monatti. This censure was partly on Christian grounds but perhaps shared a little the current humanistic aversion for Arabic and medieval learning"; IGI, 1443; BMC, VI, 692; Hain, 2758; Klebs, 168.1. Bookseller Inventory # 4414

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13. Dionysii Halicarnassei originum sive Antiquitatum Romanarum
Dionigi di Alicarnasso
Bookseller: MEDA RIQUIER RARE BOOKS
(LONDON, , United Kingdom)
Bookseller Rating: 4-star rating
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Book Description: classici - incunabolo 24 febbraio 1480, Treviso, 1480. In-folio (285x189 mm), [299] c. di 300, manca la prima bianca. Collazione: [a10, b-g8, h-i6, k-z8, A-O8, P6]. Colophon: IMPRESSUM TARVISII PER BERNARDINUM / CELERIUM DEL VERE.ANNO CHR. NATI. / M.CCCC.LXXX.BISSEXTORL. MARTIAS / IOANNE MOCENIGO VENETO / RUM DVCE INCLYTO. Carattere romano (113R), testo su 37 linee. Legatura del XIX secolo in pergamena con unghie, piatti inquadrati da un fregio dorato a palmette, dorso con doppio tassello in marocchino rosso, e fregi in oro. Provenienza: conte Ercole Silva (timbro sulla seconda carta); Giannalisa Feltrinelli (ex libris e timbro a secco). Bell’esemplare, professionalmente lavato, qualche piccolo foro di tarlo nelle prime e nelle ultime carte, l’ultimo foglio è stato foderato. Prima traduzione dal greco dell’opera più importante di Dionigi d’Alicarnasso, storico e retore dell’epoca di Augusto, grande ammiratore della latinità, che visse a Roma per oltre vent’anni componendovi molti dei suoi trattati. Le Antiquitatum romanorum raccontano la storia romana dalle origini fino alla prima guerra punica (264 a.C.) trattando quindi l’arco temporale precedente a quello preso in esame da Polibio nelle sue Storie. Dell’opera di Dionigi originariamente prevista in venti libri, sono giunti a noi completi solo i primi dieci (fino al 441 a.C.), l’undicesimo è estremamente lacunoso, degli altri ci rimangono solo gli excerpta voluti da Costantino Porfirogenito e alcuni frammenti scoperti nel XIX secolo da Angelo Mai in un codice nella biblioteca Ambrosiana di Milano. La traduzione, dedicata a Papa Paolo II, è opera del milanese Lapo Birago, già traduttore dal greco della Ciropedia di Senofonte e della Vita di Artaserse di Plutarco. Allievo del Filefo, amico di Teodoro Gaza e di Pier Candido Decembrio nella sua lunga vita alternò all’attività politica al servizio dei Visconti a Milano, quella letteraria a Roma presso la corte pontificia. Il nostro esemplare è appartenuto ad Ercole Silva (Milano 1756-1840) autore del celebre trattato Dell’arte dei giardini inglesi (1801), opera fondamentale per la diffusione in Italia del gusto romantico nell’architettura di parchi e giardini. Il conte Silva nella sua villa di Cinisello Balsamo alle porte di Milano, raccolse una imponente biblioteca, oltre mille gli incunaboli, il cui catalogo fu pubblicato a Monza tra il 1810 e il 1812. Bernardino Celerio è il prototipo dello stampatore itinerante. Iniziò a Venezia il 10 aprile 1478 con le Canzoni di Niccolò Cosmico; prima della fine dell’anno si spostò a Padova per pubblicare il Responsio di Colatius quindi si trasferì a Treviso dove, in meno di un anno, impresse cinque libri. Alla fine del 1480 era di nuovo a Venezia; tradizionalmente gli si attribuiscono, oltre alla versione italiana delle Vite dei filosofi di Diogene Laerzio (1480), tre libri stampati nel 1483, due nel 1484, uno in collaborazione con Bernardino Rizo, uno nel 1485 e un altro l’anno seguente stampato con Caesarius de Parma. IGI 3484; HC 6239; BMC VI 895; Goff D 250. Bookseller Inventory # 030

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14. Canones Aurelii Augustini iuxta triplicem quam edidit regulam omni statui vivendi prestantes. (e: Vita S. Augustini. Orationes de laudibus S. Augustini. Comm. da Ambrosius de Cora).
AUGUSTINUS, AURELIUS
Bookseller: Studio Bibliografico Paolo Rambaldi
(Molinella, Bo, Italy)
Bookseller Rating: 3-star rating
Price: £ 7757.41
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Book Description: Strasbourg Michael Schott (Tilmannus Limperger editor) 1490, 1490. Folio (cm 30), solida legatura ottocentesca in pelle di scrofa impressa a secco su assi di legno ad imitazione antica, con 2 ganci e fermagli funzionanti ai piatti, magnifico esemplare marginoso e di grande freschezza, con barbe su numerose carte, interamente rubricato d’epoca e con lettere capitali in rosso (alc. fori di tarlo alle prime carte). Testo in carattere gotico su 52 linee di testo, carte (2), 133, (1 bianca), 12 nn., magnificamente illustrato con 4 grandi xilografie a piena pagina. Manca la prima carta che è bianca. Unica edizione incunabola, rara (ISTC censisce solo 3 copie in Italia). Only incunable edition. Hain/Cop. 2076; GW 2937; Polain (B) 393; BMC I, 95; Voullieme 2235; IGI 965; IBE 120; Goff A-1229; Schramm XIX, 16; Schreiber 3392; Schafer 22. Bookseller Inventory # GUnool9578

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15. Summa Aurea de virtutibus e viciis Reuerendissimi ac Eximij sacre theologie doctoris f[rat]ris Gulielmi paraldi
Guilielmus Paraldus
Bookseller: ALFEA Rare Books
(Milano, MI, Italy)
Bookseller Rating: 3-star rating
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Book Description: In Alma Civitate Brixie Angelus et Jacobus de Britannicis de Palazzolo fratres die 24 Decembris 1494, 1494. incunabolo - morale cattolica, Brescia 20x15 cm., 384 cc. [a6 - a-z4 - A-U4] Z8 e U8 sono bianche, legatura del secolo XVIII in piena pergamena, titoli in oro su tassello al dorso, testo gotico su due colonne, 50 linee, le prime 5 righe del prologo in rosso, bruniture e note manoscritte all'occhiello, glosse coeve a margine di alcune pagine, peraltro ottimo e fresco esemplare salvo lieve rifilatura al margine superiore, in latino Rara edizione italiana, stampata a Brescia da Angelo Britannico, dell'opera del famoso filosofo francese del secolo XIII. Vescovo domenicano di Lione e insegnate all'Università di Parigi, la sua Summa Aurea ebbe un notevole successo solo nel secolo XV. Hain 12389 ; GW 12054. Bookseller Inventory # 3521

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16. Summa de potestate ecclesiastica.
AUGUSTINUS DE ANCONA
Bookseller: Studio Bibliografico Paolo Rambaldi
(Molinella, Bo, Italy)
Bookseller Rating: 3-star rating
Price: £ 6532.56
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Book Description: Roma, Francesco de Cinquinis 20 dicembre 1479, 1479. 4to (cm 23), attraente legatura coeva in pelle su assi di legno, di area tedesca, con decorazioni a secco ai piatti, dorso abilmente rifatto nello stile del tempo; mancano i fermagli metallici. Bel taglio iscritto al margine esterno, pregevoli risguardi originali ricavati da manoscritto teologico trecentesco; esemplare fresco e bello, due singoli fori di tarlo attraversano i primi fascicoli, toccando talvolta qq. lettera; vv. annotazioni ms. di appartenenza in fine. Testo su due colonne, cc. 328 (la prima bianca). Terza edizione, rara. E’ inoltre uno dei pochi esempi dell’attività di questo tipografo romano attivo negli anni Settanta del XV secolo. L’opera è una sostanziale risposta al "Defensor Pacis" con cui Marsilio da Padova prendeva posizione in favore di Lodovico il Bavaro contro Giovanni XXII e l’assolutismo papale. Lo scritto del canonista anconetano, emulo di Egidio Romano, ebbe l’elogio dello stesso Pontefice, e intendeva riconoscere la potestà diretta, secondo la quale anche il potere temporale doveva essere concesso dal Papa ai sovrani, rimanendone al contempo egli stesso arbitro. In passato, come puntualizza il DBI (vol.1, pp.475-478), l’identità dell’A è stata spesso confusa per una probabile omonimia; di certo egli morì nel 1328 a Napoli, città nella quale aveva ricoperto l’incarico di cappellano e consigliere del Re Roberto, e dove aveva rafforzato la propria fama di teologo e polemista di prim’ordine. BMC, IV-77. Goff, A-1365. GW, 3052. IGI, 1063. Bookseller Inventory # GUmmto8045

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17. Historia ecclesiastica. (Trad. Rufinus Aquileiensis)
EUSEBIUS DI CESAREA
Bookseller: Studio Bibliografico Paolo Rambaldi
(Molinella, Bo, Italy)
Bookseller Rating: 3-star rating
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Book Description: Mantova, Johannes Schall, s.d. 15 luglio 1479, 1479. Folio (cm 29.5), pergamena cinquecentesca con titolo manoscritto al dorso, fresco esemplare con larghi margini, completamente rubricato all’epoca in rosso, con centinaia di lettere iniziali, ed alcune lettere capitali in rosso e blu (forse lievem. posteriori). Testo in caratt. romano su 34 linee, cc. 172 non num. Quarta edizione (ma la seconda stampata in Italia, dopo Roma 1476) dopo la prima del 1474 della famosa opera storica di Eusebio di Cesarea (265-340 d.C.), originariamente composta in greco e qui tradotta in latino. Come avverte l’autore nella prefazione, l’opera intende presentare la storia della Chiesa dai tempi degli Apostoli fino ai suoi giorni, in particolare per ciò che riguarda: le successioni episcopali nelle principali sedi; i teologi cristiani; le eresie; gli ebrei; i martiri. Il materiale, raggruppato cronologicamente secondo le epoche degli imperatori, fa riferimento a fonti più antiche, ed è quindi uno dei più eccezionali documenti storici sul cristianesimo. Il libro I è una dettagliata introduzione su Gesù Cristo, mentre l’ultimo, il X, si chiude prima della morte di Cristo (326), essendo dedicato a Paolino di Tiro (morto tra il 324 e il 325). Hain/Cop. 6711; GW 9437; IGI 3762; BMC VII 933.IB. Bookseller Inventory # SEstol8010

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18. Commentarius in secundum librum Sententiarum Petri Lombardi.
BONAVENTURA SAN.
Bookseller: libreria antiquaria perini
(verona, IT, Italy)
Bookseller Rating: 1-star rating
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Book Description: Hermannus Liechtenstein, 1477., Treviso, 1477. In Folio (270x185), carte 334; testo in carattere romano a doppia colonna su 49 linee; legatura di inizio '800 in mezza pergamena con angoli, tassello al dorso. Bell'esemplare su carta forte, rubricato in rosso alle prime carte, alcune annotazioni marginali. Margine inferiore della prima carta parzialmente rifatto professionalmente.Prima edizione non comune di una delle sole quattro opere stampate a Treviso da Liechstenstein, attivo perlopiù a Vicenza. IGI, 1884; HC 3539; BMC, VI, 892; GW 4658; Goff B-873. Bookseller Inventory # 3348

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19. Questiones subtilissime Johannis Sermonete super libros afforismorum. Eiusdem super librum Tegni.
SERMONETA, GIOVANNI
Bookseller: Studio Bibliografico Paolo Rambaldi
(Molinella, Bo, Italy)
Bookseller Rating: 3-star rating
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Book Description: Venetiis Octaviani Scoti per Bonetum Locatellum 31 marzo 1498, 1498. Folio (cm 31.5) pergamena floscia cinquecentesca, con titolo manoscritto al dorso, bell’esemplare fresco e marginoso. Testo su 2 colonne in car. gotico 66 linee, cc. nn. 74 (di cui l’ultima bianca orig.), con iniziali xilogr. Seconda edizione di questo raro incunabolo, che contiene le annotazioni e il commento di Giovanni da Sermoneta alla ‘Tegni’ di Galeno e agli Aforismi di Ippocrate. Le opere di Galeno (131-201 d.C.), come noto, rielaboravano in chiave moderna il pensiero di Ippocrate (v sec. a.C.), e per tale motivo furono tramandate quasi sempre insieme agli scritti di quest’ultimo, divenendo sin dall’antichità il punto di partenza obbligato per l’apprendimento della scienza medica. Il nucleo centrale costituito dagli scritti di Galeno e Ippocrate – circolanti sia in greco che nelle traduzioni arabe e latine – si fuse nel Medioevo con altri brevi testi, dando vita a quelle raccolte che configurarono il canone della medicina nelle università italiane fino alla fine del Cinquecento. La più famosa di queste raccolte, la cosiddetta Articella (attestata in Francia fin dal xii secolo e stampata più volte tra il 1476 e il 1493), privilegia proprio la Tegni – titolo che deriva dalla traslitterazione latina dell’originale greco Techne iatrikè, cioè arte medica – e gli Aforismi, a conferma di una centralità e di una importanza di queste due opere che trovava riscontro nei sempre più numerosi commenti scolastici. L’Articella iniziò a circolare in Italia nel Trecento, là dove l’insegnamento della medicina – anche grazie all’influsso della scuola aristotelica – era a livelli più avanzati, e cioè Bologna e Padova. Nello Studio patavino furono attivi professori molto famosi, come Pietro d’Abano (m. 1315) e Jacopo da Forlì (m. 1414), autore quest’ultimo di un importante commento alla Tegni e agli Aforismi e maestro di Giovanni da Sermoneta, che fu suo allievo tra il 1411 e il 1412. Di Giovanni da Sermoneta, attivo nella prima metà del Quattrocento e morto dopo il 1438, non si conservano purtroppo molte notizie. Sappiamo di lui che intraprese dapprima lo studio della Arti e che esercitò in seguito la professione medica, affiancandola all’insegnamento della filosofia. Le Questiones subtilissime – declamate, come si ricava nel colophon, a Bologna nel 1430, "in parte teoretiche e in parte pratiche" (De Renzi, p. 454) – sono il frutto di una formazione giovanile in cui erano confluiti elementi di scolasticismo e aristotelismo ancora medievali e altri più vicini a un rigore scientifico già moderno. Resta forte in lui la tendenza, diffusa per la medicina dell’epoca (basti pensare al già citato Pietro d’Abano), a collegare medicina e astrologia. L’ipotesi dell’influsso degli astri trova conforto già nella teoria ippocratica e galenica degli "umori", per cui gli elementi vitali del corpo umano vengono accesi o sopiti da determinati pianeti. Sermoneta applicava in prima persona queste teorie: se è vero quanto riportato da Girolamo Torrella – anch’egli medico, astrologo e autore di un commento alla Tegni di Galeno – nel suo Opus praeclarum de imaginibus astrologicis (Valencia, 1496), Giovanni era solito curare i suoi problemi intestinali grazie al beneficio apportato dalla raffigurazione di un leone incisa in un particolare periodo dell’anno e sotto l’influsso di una certa costellazione (Thorndike, iv, p. 576), pratica che ricorda in maniera evidente la credenza medievale secondo cui determinati oggetti – come pietre o simboli – sarebbero in grado di "catalizzare" le forze astrali. La stretta derivazione dell’opera del Sermoneta da quella del suo maestro non era sfuggita ai suoi editori, che soltanto tre anni prima avevano dato alle stampe anche il commento di Jacopo da Forlì, all’interno di un più ampio progetto editoriale di pubblicazione di opere scientifiche e mediche. "The most striking features of his quaestiones on the Tegni is that he acts mainly as a logician analysing the arguments of his predecessors. He is especially keen on finding log. Bookseller Inventory # RMesol7530

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20. Della Simmetria de i Corpi Humani, Libri Quattro. Nuovamente tradotti dalla lingua Latina nella Italiana, da M. Gio. Paolo Gallucci salodiano. Et accresciuti del quinto libro, nel quale si tratta, con quai modi possano i Pittori, & Scoltori mostrare.
Dürer Albrecht [Alberto Durero]
Bookseller: Gilibert Libreria Antiquaria
(Turin, a., Italy)
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Book Description: in Venetia, Presso Domenico Nicolini, 1591., 1591. In-folio antico (320x215mm), ff. (6), 143, (1), legatura antica p. pergamena rigida (rimontata) con dorso a tre nervi. 110 xilografie incise a piena pagina e 4 xilografie incise su foglio doppio, di cui tre ripiegate, riproducenti le affascinanti visioni düreriane delle proporzioni del corpo umano; 39 diagrammi intercalati n.t. Ottimo esemplare. Ex-libris ottocentesco. Prima edizione italiana, accresciuta ex novo del quinto libro, dei "Vier Bücher der menschlichen Proportion", apparsi postumi a Norimberga nel 1528. Nell'opera Dürer sistematizza in una sintesi compiuta il suo credo in una bellezza ancorata alle proporzioni matematiche, facendo dell'altezza del corpo umano il parametro di misurazione della forma. I primi due libri trattano della costruzione matematica e geometrica delle forme, mentre i restanti, attraverso ardue considerazioni di geometria spaziale, discorrono della variazione e del movimento. Riccardi, I/1, 569-570: "Bella e rara edizione". Adams, D-1055. Mortimer Italian, 169. Graesse, II, 452. Brunet, II, 914. Wellcome, II,1920. Bohatta, 28. Meder, p. 289. Choulant-Frank, pp. 143-147. Cicognara, 321. Bestermann, Old Art Books, 34. Durling, 1299. B. Röhr, History and bibliography of artistic anatomy, pp. 58-59 e 377: "The first illustrated treatise on proportions". Schlosser-Magnino, 274. Bookseller Inventory # 16577

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21. Anatomia del corpo humano composta per M. Giovan Valverde di Hamusco, et da luy con molte figure in rame, et eruditi discorsi in luce mandata.
VALVERDE JUAN.
Bookseller: studio bibliografico Benacense
(riva del garda, , Italy)
Bookseller Rating: 4-star rating
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Book Description: In Roma, per Antonio Salamanca et Antonio Lafrery, 1560., 1560. Cm. 30, cc. (18) 154. Bellissimo frontespizio figurato, capolettera, testate e 42 belle tavole anatomiche a piena pagina incise in rame. Legatura in mezza pergamena settecentesca; titoli al dorso e carte di guardia recenti. Angolino in basso a destra del frontespizio e delle prime due carte reinterato (solo nella parte bianca); un tarletto richiuso al margine bianco di alcune carte; uno strappetto richiuso (senza partcolare danno) alla carta 59; alcune macchiette marginali che sfiorano il testo. Esemplare nel complesso marginoso e ben conservato. Si tratta della rara edizione originale in lingua italiana che presenta le tavole prese dal Vesalio. Cfr Wellcome I, 6476; Waller 9800; Choulant, Anat. S. 205; Haller I, 215; Hirsch/H. I, 122; Cushing: ".the first Italian rendering of Valverde, was translated by one Antonio Tabo under Valverde"s supervision. The elaborate title-page was engraved by Niccolo Beatrici. The 42 engraved copperplates of the Spanish edition reappear unchanged and a few small woodcuts are added on the margins of the text. As with the Spanish edition, the plates are for the most part copies of Vesalius". Bookseller Inventory # LVatm60553

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22. Vocabularium.
PAPIAS.
Bookseller: AMOR DI LIBRO DI MILA SERMI
(PISTOIA, , Italy)
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Book Description: Venetiis, per Andreas de Bonetis de Papia, 1485., 1485. Fo picc., perg. con nervi. Cc.213. Alc. mende restaurate artigianalmente alla 1a carta (al verso la poesia di Mambritius Boninus, 2a carta rimarginata in parti bianche, leggere macchie seppiacee alle ultime 3 carte (testo peraltro leggibilissimo), per il rest